Premessa: il seguente post ha un tono volutamente generico, un piccolo excursus più per divertirsi che altro. Se vi piace saltare direttamente alle conclusioni, non sapete cosa vi perdete con i preliminari se siete bravi, ma potete correre direttamente alle ultime righe.Temuta.
Odiata.
Criticata.
Ecco a voi la più chiacchierata novità introdotta in
Oath of the Gatewatch, la prossima espansione di Magic prevista per il 22 gennaio 2016.

Spaventosa, vero?
Sì, esatto. Niente più che una nuova terra base. Senza alcun sottotipo, semplicemente una terra base.
Di che colore e tipo?
Nessuno.
Ma che mana dà?
Incolore.
Questa semplice carta che si limita a darci un mana incolore (incolore? O generico? Lo vedremo a breve) ha destato più scalpore di introduzioni effettivamente di peso che hanno sconvolto le meccaniche del gioco negli ultimi anni, come il nuovo grado di rarità o l’abolizione del mana burn. Ricordo ancora i festini orgiastici organizzati dai giocatori di Stacker, che nella conta del mana in Vintage avevano l’unica forma di pensiero cui fossero costretti (nel caso non fosse chiaro, ho iniziato a giocare in Vintage con un mazzo budget testando ripetutamente contro Nat Stacker.
Haters gonna hate).
Eppure non c’è alcuna vera rivoluzione nei regolamenti.
Ma andiamo a fare un po’ di chiarezza, partendo da dove dovrebbe essere più naturale: dall’inizio.
Quello di “
mana” è un concetto mutuato da alcune religioni della Melanesia. Traducibile approssimativamente come “
forza vitale”, mi fu spiegato dal mio professore di Antropologia delle Religioni con un esempio molto semplice: lasciate un sasso al sole per un’intera giornata, e poco prima del tramonto afferratelo. Sarà ovviamente caldo; avrà assorbito il “mana” del sole, la sua energia.
Filtrato da una discreta letteratura fantasy che è arrivata anche a distorcerlo un po’, il mana riapproda in Magic recuperando in buona parte il suo senso originario: è l’energia emanata dalla terra. In termini più meccanici, dalle terre (e ovviamente da qualsiasi altro tipo di carta il gioco offra, ma sappiamo bene che la mana base è strutturata per definizione sulle terre): ogni tipo di terreno rilascia un determinato tipo di energia magica ad essa affine. Le foreste il

mana verde

, tipicamente associato all’impatto brutale delle energie naturali; le montagne il

mana rosso

, eruttivo e bruciante; le paludi il

mana nero

, forza di corruzione; le isole il

mana blu

, capace di fluire come acqua e di cristallizzarsi in nuove forme; le pianure il

mana bianco

, il più atto a generare energia vitale.

Fermo restando che esistono le svariate forme di ibridazione delle terre non base e di altre carte con le loro pressoché infinite varianti (compreso il mana innevato, quello ibrido e quello phyrexiano), abbiamo quindi quella che è definita come la “
color pie”, ovvero quella che con alcuni margini è la suddivisione dei colori e delle magie ad essi tipicamente associati, in una relazione fortemente tematica alle terre base cui fanno riferimento (suddivisione che a detta di alcuni è stata più e più volte brutalmente stuprata o, nel migliore dei casi, ignorata, ma per questo la Wizards ha sempre avuto una giustificazione pronta, che fosse credibile o meno). Con tanto di simbolini iconici a rappresentare ogni singolo colore.
Questo ci porta al nocciolo della questione:
Il mana incolore (e il mana generico).
Ci sono terre che danno uno o più mana che non rientra in alcuna delle cinque categorie sopra riportate; un mana che non è, a conti fatti, di alcun colore: incolore (
colorless, in inglese). Un mana che può essere utilizzato solo per pagare costi non specificamente associati ad alcun colore, il cosiddetto
costo in mana generico.
La differenza con il costo di mana colorato è che mentre questo può essere pagato solo con mana di quello specifico colore, il costo di mana generico può essere pagato tanto con il mana incolore quanto con quello di un qualsiasi altro colore; è, del resto, “
generico” per definizione.
Ora, veniamo a noi.
Cosa cambia con il chiacchierato simbolino “
diamante”{<>}?
La risposta è semplice:
nulla.
Quel mana che fino a ieri veniva indicato come

,

,

e così via, da oggi sarà indicato come

,

,

etc.
I simboli del mana costo di mana generico, invece, non sono cambiati. La sostanza è rimasta perfettamente inalterata, e la vostra preziosa [card]Mishra’s Workshop[/card] (ve l’ho detto, ce l’ho con Artifact.deck) funzionerà in maniera assolutamente identica, solo che al posto di
Cita:

: Add

to your mana pool. Spend this mana only to cast artifact spells.
Sarà
Cita:
Niente di rivoluzionario, solo una questione grafica che porterà a distinguere meglio il concetto di mana colorless da quello di costo di mana generico.
Può però a questo punto nascere una domanda. Perché tutto questo, e perché ora?
In effetti si parlava già da tempo della
Barry’s Land (la terra base che dia mana incolore), dai tempi di
Invasione, per la quale fu anche testata dai designer del gioco (
QUI maggiori informazioni sulla storia della Barry’s Land e sul perché di questo nome). Ma all’epoca, il supertipo terra base non esisteva ancora, e crearla sarebbe stato troppo problematico. Allo stesso modo si creò un problema ogni volta che si andava a proporre nuovamente la sua introduzione nel gioco: era una terra base? Una terra non base? E di che tipo?
Questo perché ogni volta veniva proposta per l’associazione ad alcune meccaniche (come
Dominio) che proprio sul numero di tipi di terre base faceva affidamento. Notare che, nel frattempo, veniva invocata a gran voce da una sola categoria di giocatori: quelli di
EDH, che si trovavano a dover creare la mana base per un mazzo di 100 carte in uno per a parte, per l’appunto, le terre base.
Perché proprio adesso, allora?
Per il blocco
Battle of Zendikar e le sue caratteristiche che l’hanno reso adatto ad accogliere questa vecchia idea.
Come tutti sappiamo infatti, il blocco è incentrato sulla lotta agli
Eldrazi, potenti mostri extra (intra?) planari di Lovercraftiana ispirazione che hanno avuto nel precedente blocco ambientato sul piano di
Zendikar il dubbio primato di essere le prime creature non artefatto ad essere incolori. La caratterizzazione del tipo di creatura è proprio questa: anche se non sono esseri creati da mano mortale (come per l’appunto le creature artefatto, che solitamente come la maggior parte degli artefatti in generale sono “funzionanti” a prescindere dal mana utilizzato per crearli/attivarli) gli Eldrazi hanno una natura aliena al sistema multiplanare stesso, ne sono esterni ed estranei; sfuggono quindi alla ruota dei colori e anche ai colori di per sé. Un po’ concettualmente l’opposto della vecchia abilità Solarizzazione, per capirci, tant’è vero che nell’espansione omonima del blocco si è scelto proprio di contrapporli a delle meccaniche che coinvolgessero l’utilizzo di tutti i colori.
Ma si sa, alla Wizards non piace ripetersi; non perché diretta da Paganini, ma perché le nuove generazioni hanno la capacità di mantenere l’attenzione pari a quella di un comodino impregnato di vodka, e hanno bisogno costante di innovazioni. C’era quindi il bisogno di riproporre gli Eldrazi con una nuova meccanica, che però riprendesse il tema portante della loro mancanza di colore.
Ed ecco la genialata. Per lo meno a un livello di marketing.
Gli Eldrazi continuano a essere creature incolori, con costi di mana generici;
MA parte del loro costo dev’essere pagato necessariamente con del mana incolore, per rafforzare questo concetto.

Da qui la necessità di adottare un nuovo simbolo per il mana incolore, che fosse distinto da quello del costo di mana generico. Teoricamente, non dovrebbe cambiare nulla. Si è trovato semplicemente un uso specifico per il mana incolore. Ma la decisione non è stata priva di critiche perché per quanto quel mana rimanga il classico mana incolore, sostanzialmente avrà la stessa funzione di mana colorato: saranno necessarie fonti di mana specificamente incolore, per pagare costi di mana specificamente incolori e non più generiche.
Personalmente, mi sono fatto un’idea al riguardo: sì, è un modo per introdurre un sesto colore. A conti fatti, il mana incolore viene usato come specifico, quindi la differenza con il mana colorato è prettamente nominale. Ma non è poi questo gran danno: è un uso estremamente limitato neanche a una meccanica, ma ad un ristrettissimo pool di carte con questa preponderante caratterizzazione degli Eldrazi.
Se dovesse vedere un maggior utilizzo in futuro allora sì, potremmo parlare di una forzatura della color pie per inserire un nuovo colore facendo passare la questione parzialmente inosservata. Ma al momento è solo una sperimentazione a riguardo, che sostanzialmente finisce per risultare innocua e troppo troppo ristretta per incidere in tal senso.
CONCLUSIONICome promesso agli amanti delle sveltine, riassumo:
- il mana “
diamante” non è nulla di nuovo, ma solo l’introduzione del simbolo

per sostituire il vecchio

- l’uso del mana colorless è invariato, semplicemente ora ha un simbolo differente rispetto al costo di mana generico
- le
Wastes, dette anche
terre bismuto per l’aspetto della prima spoilerata o
Barry’s Land per il richiamo a un vecchio progetto mai attuato,
hanno il sottotipo terra base, ma a differenza delle altre terre base
non hanno un tipo (Foresta – Montagna – Palude – Isola – Pianura), quindi non interagiscono con abilità come
Domain di
Tribal Flames- le vecchie carte che
producono mana incolore vengono rewordate: il numero (o la x) che indicava il mana incolore diventerà un numero equivalente di mana diamante (il cambiamento è prettamente grafico, così come quando il passaggio da "gioco" a "campo di battaglia" ha rewordato molte carte senza avere effetti sulle meccaniche)
- il
costo di mana generico non ha subito alcun mutamento; quello che viene richiesto in alcune carte esclusivamente di questa nuova espansione è mana incolore (/diamante), non generico
- non è stato introdotto alcun sesto colore, in senso tecnico
- limitatamente a un ristretto numero di magie tipiche di
Oath of the GateWatch, il mana incolore funzionerà come un sesto colore, ma al momento (e presumibilmente nel prossimo futuro) parliamo di qualcosa di sufficientemente ristretto da non poter parlare per davvero di nuovo colore
Sperando di avervi annoiati a sufficienza, vi invito a correggermi se doveste rilevare qualche imprecisione, ma soprattutto a dire la vostra.
Come vedete questa novità? Cosa ne pensate dell’introduzione della Barry’s Land nel gioco? E soprattutto, pensate che in futuro questa meccanica potrà essere sfruttata in altro modo?