Salute a tutti!
Questa che vi propongo è la versione breve del primo libro del ciclo Ice Age del nostro gioco di figurine preferito, da me riassunta man mano che la leggevo. Lo so, in rete si trovano parecchi siti che riassumono l'intera storia di Magic, ma probabilmente sono stato l'unico con abbastanza tempo da perdere da averla riassunta
capitolo per capitolo (la lunghezza di questo post è esplicativa).
Per me
Magic È Dominaria, una
lunga, epica, emozionante storia che comincia con un popolo avanzato tecnologicamente (i Thran), passando poi attraverso una lunga e sanguinosa lotta tra due fratelli (Urza e Mishra) che come conseguenza diretta conosce un lento ma inesorabile declino fino all'Era Glaciale; infine, col ritorno di Urza, si aprirà il sipario per quella che sarà la lotta finale contro Yawgmoth, lo stesso nemico che causò la caduta dei Thran millenni prima.
Se tutto questo non è avvincente...
Orbene, perchè ho voluto imbarcarmi in tutto questo, e
perchè proprio The Dark? Il motivo è stato prettamente personale: ho letto quasi tutta la narrativa (mancano un paio di antologie) sull'universo di MTG che ha come sfondo il piano dimensionale di Dominaria, ma di tutti i libri e le saghe forse quella che mi ha catturato, affascinato e ammaliato di più è stata la trilogia dell'Era Glaciale.
Il parallelo con il nostro Medioevo è evidente: un'epoca “buia”, le temperature medie che si abbassano, le religioni che prendono il controllo dei poteri forti, oscurantismo, la magia che viene condannata, un senso di insicurezza ed inquietudine verso il futuro che verrà....ho reso l'idea?
Ecco, questo è lo scenario che apre la trilogia, cominciata con
The Gathering Dark, proseguita su
The Eternal Ice e terminata con
The Shattered Alliance.
Avevo già letto il primo libro nel 2004, ma quasi 3 anni fa decisi di rileggerlo, e siccome stavolta volevo ricordarmelo veramente bene, mi misi a fare dei riassunti capitolo per capitolo man mano che leggevo. Nessun secondo fine, solo il desiderio di memorizzare meglio una delle storie per me più accattivanti dell'intera narrativa di MTG.
A distanza di tanto tempo (e siccome sono disoccupato

) ho deciso di riprendere in mano il documento e di renderlo pubblico, affinchè anche la community possa appassionarsi a questa storia: potrebbe sembrare solo un capitolo minore di quello che è la grande epopea di Dominaria, ma le vicende narrate e il protagonista, Jodah, hanno risvolti molto più importanti di quanto non sembri....
Disclaimer: Se lo stile vi apparirà talvolta “strano” è perchè si tratta pur sempre di un riassunto di un capitolo appena letto in inglese, per cui perdonatemi se non ho avuto poi la voglia di riscriverlo in un italiano “bello” (e poi, come ho detto, era qualcosa che non avevo in mente di pubblicare in giro).
Per maggiore coinvolgimento ho linkato nomi, eventi, posti presenti nel libro a carte che si rifanno direttamente o meno agli eventi narrati (alcuni sono stati comunque omessi perchè non avevano niente a che fare con il soggetto in questione, tipo [card]Jodah's avenger[/card]). Se però ne trovate altre di adatte che mi son sfuggite (purtroppo magiccards non è perfetta quando si cerca nei flavour text) mandatemi un pm che edito.
Non chiedetemi se ho altri riassunti in caldo, perchè la risposta è NO. Se mai deciderò di rileggerne qualcun altro POTREI avere la voglia di fare un lavoro analogo, ma non succederà a breve.
Buona lettura!
THE GATHERING DARK – Un riassunto
Il periodo storico conosciuto come “l'Oscurità” inizia nel 64 AR* in seguito alla devastazione di Argoth (atto ultimo della guerra tra Urza e Mishra) e dura svariate centinaia di anni, secoli in cui il continente di
Terisia diventò progressivamente sempre più freddo, fino a quando non fu saldamente nella morsa dell'Era Glaciale.
*AR è un po' come il nostro Dopo Cristo, solo che all'anno zero c'è Urza invece di Gesù
Prologo
Nelle profondità delle catacombe sotto il Conclave dei Maghi
Lord Ith è tenuto prigioniero: una
gabbia fatta di Watersilver sospesa sopra un abisso senza fondo lo priva di ogni forza magica, succhiata e trasferita a
Mairsil, l'usurpatore. Ith, indebolito magicamente e fisicamente dopo anni di prigionia è costantemente in uno stato di pazzia, in cui è difficile capire cosa sia reale e cosa prodotto dalla sua mente. Mairsil compare ogni tanto e con torture cerca di strappare alla mente distrutta di Ith un fantomatico “segreto di Urza”, invano. In un raro momento di lucidità Ith chiama al suo cospetto
l'uomo di stracci e gli chiede di andare a cercare aiuto, dopodiché sprofonda nuovamente in un vortice di pazzia urlante.
Capitolo 1
Jodah e Voska, il suo maestro, sono accampati in uno spiazzo di una foresta. Jodah è l'ultimo di una famiglia proveniente dalla Provincia di Giva (ex Argive), e tra i suoi antenati vanta tale Jarsyl che si diceva essere stato un potente mago. Jodah è stato preso come apprendista da Voska già da più di un anno, ma gli è ancora impossibile riuscire a mettere in pratica i disordinati insegnamenti del suo maestro. Finalmente, dopo aver richiamato alla memoria i luoghi della sua infanzia, riesce a attingere mana e ad accendere il fuoco...usando però il potere delle pianure invece che delle montagne (prerogativa di Voska)! Il risultato è un intensissimo globo di luce bianca che esplode nel cielo come un fuoco d'artificio. Come “premio” Voska dona a Jodah un piccolo
specchio d'argento, antecedente alla Guerra dei Fratelli; lo specchio gli era stato dato dal suo maestro dopo aver castato per la prima volta con successo una magia. La conseguenza di questo successo è però un attacco di una banda di goblin, attirati dalla luce; mentre Voska si dà da fare con le sue arti magiche a sventare l'attacco, arrivano cavalieri e mettono definitivamente in fuga i goblin. I nostri vengono però arrestati con l'accusa di praticare le arti magiche nel territorio di Alsoor, pratica proibita dalla Chiesa di Tal.
Capitolo 2
Voska e Jodah vengono condotti nella città di Alsoor, e
inquisiti da un membro della Chiesa, Primata Delphine. Dopo un lungo interrogatorio in cui molte bugie vengono inventate, Primata costringe i due sotto minaccia di violenza a dimostrare che sono maghi. Durante la dimostrazione, Jodah lancia la stessa magia accecante che aveva permesso di accendere il fuoco la sera prima, permettendo a lui e al suo maestro di scappare. I due si dividono subito, dandosi appuntamento nella cittadina costiera di Ghed di lì a pochi giorni. Jodah scappa tra le vie del mercato e riesce ad uscire dalle mura della città nascondendosi dentro uno dei barili vuoti di un carretto, prontamente suggerito a gesti dall'uomo di stracci, comparso dal nulla in un vicolo.
Capitolo 3
Nonostante siano passate più di due settimane Jodah continua ad aspettare il suo maestro, anche perchè a Ghed infuria la peste (piuttosto lieve in verità) e la città è posta in quarantena. Per sbarcare il lunario si occupa di consegnare pozioni curative per conto di una vecchia truffatrice, dopo averci messo mano magicamente, nel tentativo di fare progressi autonomamente. Durante una di queste consegne ha un rapido scontro con Sima, ragazza che padroneggia il colore blu, la quale dopo averlo atterrato con una magia sbilanciate lo accusa di essere uno sconsiderato, perchè le pozioni stanno funzionando sul serio, e c'è il rischio che la Chiesa di Tal venga a scoprirlo. Chiede a Jodah dove abbia imparato la magia e al nome di Voska lo lascia. Jodah torna dalla vecchia in tempo per vederla portata via dall'inquisizione: non ci mette molto a rendersi conto che il prossimo bersaglio sarà lui, e quindi decide di arruolarsi nell'esercito e una settimana dopo marcia alla volta di Alsoor in assetto da battaglia (le due città erano nemiche), nella speranza di riuscire a ritrovare Voska.
Capitolo 4
Jodah combatte contro gli Alsariani nella battaglia di Pitdown, la vittoria sembra certa quando irrompono orde di
goblin. Il risultato è un fuggi fuggi generale, con Jodah che prima viene ferito alla gamba, poi si perde e arriva in una cittadella senza mura, senza abitanti (benchè le case diano l'impressione che i residenti si siano appena assentati) e non presente sulla mappa. Al centro della piazza principale una
fontana con 4 leoni fa bella mostra di sé. L'acqua che scorre sembra limpida, anche se il fondo della vasca è rivestito di alghe. Non fa in tempo a decidersi se bere o no che l'ennesima squadra di goblin compare nelle vicinanze: non ha altra scelta che tuffarsi nella fontana, e quando uno di loro si avvicina per bere si immerge completamente. Non deve trattenere a lungo il respiro per fortuna, e quando la truppa si allontana riemerge e fugge, senza rendersi conto che la ferita alla gamba è misteriosamente guarita...
Capitolo 5
Jodah si riunisce con le forze di Ghed e scopre che un manipolo di maghi proveniente dalle carceri di Alsoor verrà condotto a Ghed per essere giustiziato. Tra di loro c'è Sima, ma non Voska. Jodah riesce a parlare brevemente con Sima (che gli rivela il suo nome e gli dice di fare parte della
Città delle ombre, confraternita di maghi) e una volta compreso che il suo maestro è stato ucciso poco dopo che i due maghi si erano separati ad Alsoor decide di liberare la ragazza e di fuggire dal campo con lei. Riescono a creare scompiglio nel campo liberando anche gli altri maghi e facendo credere di essere sotto attacco di goblin, ma al momento di scappare con dei cavalli Primata Delphine compare e grazie all'uso di potenti artefatti sembra avere la meglio sui due ragazzi. Proprio quando una spada infuocata scende addosso a Jodah, questi solleva lo specchio, che riflette il potere della spada, incendiando Primata e permettendo ai due di scappare.
Capitolo 6
Jodah e Sima si imbarcano su una nave diretta alla città delle ombre, dove Jodah potrà ricevere un apprendistato vero. Durante il tragitto Sima cerca di insegnargli più cose possibili (i colori di magic vengono introdotti e spiegati, sottigliezze come disincantare/rimuove l'accesso all'incantesimo), e deve ammettere che nonostante la sua testardaggine su certi argomenti, Jodah è molto promettente. Proprio quando una tempesta sta cominciando a infuriare, dei
tritoni attaccano la nave: Jodah finisce scaraventato in mare a causa dell'eccessivo rollio della stessa, non prima di vedere Sima lanciarsi per salvare dalle acque lo specchio invece che la sua persona. Non fa in tempo ad accettare di essere stato abbandonato in luogo di un oggetto che viene afferrato per i piedi e trascinato sott'acqua.
Capitolo 7
L'uomo di stracci attende silenzioso su una spiaggia. Con la marea arrivano anche dei tritoni i quali “scambiano” letteralmente Jodah (ancora semi incosciente) con un oggetto in corallo. Lo strano essere poi accende misticamente un fuoco e lascia Jodah riprendersi, tenendosi in disparte e rimanendo sempre silenzioso.
Capitolo 8
Jodah si risveglia sulla spiaggia e dopo essersi reso conto di essere ancora vivo e in salvo nota l'uomo di stracci che si sta allontanando. Lo segue e finisce per entrare in una specie di caverna poco profonda. Lì il silenzioso angelo custode si ferma e si siede, facendo cenno a Jodah di fare altrettanto; Jodah, ancora provato per le ultime peripezie si addormenta poco dopo. Ad un certo punto l'uomo di stracci si alza, svegliando Jodah, ed esce dalla caverna. Incredibilmente non sono più sul limitare della spiaggia, ma in ben altro luogo: montagne ovunque e un clima molto più freddo fanno intendere che i due si sono spostati notevolmente più a nord, pur senza muoversi. In lontananza si scorge un castello, addossato a un rilievo, e preceduto da un
labirinto ancora incompiuto. Arrivati al portone la figura coperta di stracci gli fa cenno di entrare, e nel mentre si allontana. Jodah, dopo un veloce colloquio con la guardia in cui dimostra di avere capacità magiche (accecandola) viene fatto entrare.
Mairsil nel mentre, è tutto intento a lavorare a una specie di enorme
orologio meccanico. Barl, capo artificiere del castello, e unico “vero” amico di Mairsil, entra e gli fa presente che un nuovo mago è giunto. Viene discussa brevemente la prova di iniziazione per Jodah, compatibile alle sue abilità di mago bianco.
Lord Ith continua a combattere l'oscurità e la sua pazzia: viene riscosso dai suoi tormenti dall'uomo di stracci, il quale, sempre a gesti gli comunica che gli “aiuti” sono arrivati, indicando il Conclave. Un attimo prima di ripiombare nell'abisso di follia Ith si concede di sperare.
Capitolo 9
Barl intervista Jodah, usando un curioso scarafaggio-penna che trascrive ogni parola che viene pronunciata. Jodah scopre così che la grotta in cui è entrato è un cosiddetto
Safe Haven, usato dai maghi per viaggiare attraverso grandi distanze. Jodah racconta le sue ultime settimane di vita, trascurando particolari come Sima o l'uomo di stracci, ma raccontando le sue origini, compreso il suo presunto antenato mago Jarsyl. Terminata l'intervista Barl conduce Jodah in un'arena, in cui dovrà combattere contro un nemico e vincerlo. Se vince, diventa un mago del conclave, se perde gli verrà messo al collo un collare di watersilver e diventerà uno dei tanti inservienti che sbrigano faccende nel castello; nel porgergli una spada aggiunge: “Potresti averne bisogno”.
Jodah combatte contro una strana creatura a forma di insetto: inizialmente soccombe, in quanto la magia accecante non sembra avere effetto e la creatura sembra non avere mai un momento di stanchezza. Poi capisce che l'insetto in realtà è un costrutto meccanico, e attingendo mana “disincanta” (anche se in realtà rimuove l'accesso all'incantesimo) la creatura, vincendo la sfida e diventando membro del conclave.
Capitolo 10
Sima arriva sulla spiaggia dove Jodah era stato portato dai tritoni grazie a una magia di localizzazione, ma è costretta ad usare un livello superiore di divinazione (che le fa dimenticare alcuni ricordi da cui ha attinto mana) per capire dove sia andato a finire in seguito. Quando lo “vede” ha un fremito: il Conclave è il luogo per tutti quei maghi troppo violenti, selvaggi, caotici e pericolosi per la città delle ombre. Lì i maghi si ritengono i veri detentori del potere magico, ignorando il resto del mondo. Esattamente l'opposto della ricerca calma e ragionata della città delle ombre. Decide di mettersi in viaggio per raggiungere il castello.
Jodah viene introdotto alla confraternita del conclave, davanti alla quale presta giuramento; viene anche “schermato”, in modo da rendere la sua presenza invisibile al resto del mondo. Proprio questa schermatura impedisce a Primata Delphine di sapere dove si trovi: alla fanatica religiosa non resta che localizzare Sima e mettersi al suo inseguimento, dopo aver ottenuto un regolare permesso. Nonostante mascheri molto bene le sue intenzioni dicendo di volere fermare i due giovani maghi per impedire loro di arruolarne altri, è ben chiaro che c'è un conto personale aperto con coloro che l'hanno sconfitta.
Capitolo 11
Jodah si risveglia nella sua nuova camera nel Conclave, e fa subito conoscenza con Shannan, un ciccione sottoposto di Barl che lavora ai meccanismi dell'orologio (anche se lui non lo sa). Gioviale e alla mano gli racconta subito qualche pettegolezzo (sa tutto di tutti) e lo informa che da oggi lavorerà in biblioteca. Il suo compito è infatti dettare a uno scarabeo libri su libri. Fa conoscenza anche con la libraia, una maga verde di nome Nedda. Durante i pasti, se Barl o Mairsil non sono presenti (cosa che capita molto spesso) accadono sempre cose molto movimentate, tra polli rianimati che combattono contro posate e così via. Quando finalmente si mette a letto si rende conto che la sua vita attuale tanto male non è, dopo guerre, inquisizioni e attacchi di goblin.
Nel mentre Barl intrattiene una conversazione con Mairsil, proprio su Jodah. L'usurpatore è alquanto interessato al nuovo arrivato: rileggendo i verbali del primo colloquio tra Barl e Jodah il nome del suo antenato Jarsyl gli è saltato subito all'occhio. Egli è infatti descritto nelle cronache delle “Antiquities War” di Kayla Bin-Kroog come il nipote più giovane di Urza, e quindi Jodah è un diretto discendete del tanto famoso e odiato Urza. Mairsil a questo punto è più che mai invogliato a conoscere Jodah, per aprire una fantomatica “porta” senza bisogno di Ith.
Capitolo 12
Nelle settimane seguenti Jodah continua il suo lavoro nella biblioteca, ricopiando libri. Nel tempo libero studia le montagne adiacenti per imparare un po' di magia rossa, e in breve riesce da autodidatta a fare le prime elementari spell rosse, una specie di omaggio alla memoria di Voska.
Durante uno di questi giornate, Mairsil fa visita a Jodah cercando di essere più casuale e amichevole possibile, e parlandogli delle basi elementari della magia (colori ecc). Quando se ne va Jodah ritiene leggermente sospetto che uno come L'alto Mago abbia tempo libero da perdere con un insignificante studente. Ma il colloquio non ha fatto trapelare nulla sul suo vero motivo della chiacchierata. Durante la cena Barl e Mairsil fanno eccezionalmente dono della loro presenza a tavola, e Jodah nota la differenza: nessuna magia lanciata per divertire, nessuno schiamazzo, nessuno scherzo. I maghi del Conclave hanno paura di quei due individui. Decide di chiedere a qualcuno, e quel qualcuno si rivela essere il ciccione gioviale che gli ha fatto da guida e tutore i primi giorni: Shannan.
Capitolo 13
Jodah dopo cena approfittando della sua ubriacatura cerca le risposte con Shannan. Nonostante la sbornia, al nome dei due individui più temuti del castello si fa molto più sveglio e cauto, ma ciononostante rivela qualche piccolo pettegolezzo: Mairsil è chiamato ufficiosamente anche l'usurpatore o il pretendente, si dice che abbia allontanato, ucciso o trasformato in un
fallen (quando un mago viene danneggiato dal mana burn troppe volte diventa un essere senza volontà, velocissimo e violento, con ancora la padronanza sulla sue spell) il suo vecchio maestro e primo fondatore del conclave. Ma tutto è tenuto segreto, perchè nessuno vuole fare la fine del vecchio maestro.
Il giorno dopo Jodah viene convocato dopo cena da Mairsil; anche Barl è presente al colloquio. Mairsil viene subito al dunque, chiedendo chi fosse questo Jarsyl che Jodah aveva nominato nei verbali. Dopo la solita storiella del suo antenato mago sparito nel nulla, che aveva il suo laboratorio/torre nei pressi della fattoria di famiglia, Mairsil, che sa più di quanto non voglia far apparire, presta a Jodah un libro dalla copertina nera, il diario di Jarsyl, scopritore delle lande oscure di Phyrexia dopo la guerra dei fratelli. Mairsil chiede aiuto a Jodah per trovare un passaggio per quelle terre.
Capitolo 14
Jodah passa i dieci giorni seguenti a studiare e capire il diario del suo antenato, mandando quotidianamente a Mairsil relazioni su ciò che ha scoperto. Jarsyl aveva intuito che il mondo come lo conosciamo era solo uno dei tanti possibili, e che era possibile, tramite una spell, aprire
un portale che conducesse a Phyrexia. Mairsil chiede prontamente come si faccia ad aprire questa porta. Una sera, dopo che Jodah si sente abbastanza sicuro da provare, nello studio di Mairsil al suo cospetto fa un tentativo, approntando anche uno scarabeo con dei fogli di carta per registrare quello che faceva. Nel momento cruciale di incanalare nella spell il mana bianco accumulato qualcosa va storto e rischia di bruciarsi. Quando si riprende Mairsil è visibilmente deluso e arrabbiato, poiché sentiva che il suo traguardo era vicinissimo. Manda via abbastanza bruscamente Jodah dicendo di riposarsi. Jodah torna nella sua stanza abbacchiato: questa era l'occasione per provare a se stesso di essere un vero mago e ha fallito; per di più è conscio di aver perso il favore di Mairsil.
Capitolo 15
Sima arriva finalmente nei pressi del Conclave, A poca distanza da lei un drappello composto da un
tracker, da Primata e da altri due membri della chiesa di Tal avanza: dopo aver scoperto il posto in cui Sima si sta dirigendo uccidono lo scout e si dirigono verso la città più vicina, in cerca di supporto per la loro causa religiosa.
Jodah, memore del fresco fallimento per aprire il portale su Phyrexia non riesce a dormire. Ad un certo punto si accorge che qualcun altro è nella sua stanza: è l'uomo di stracci, che come sempre, senza parlare o fare rumore, lo accompagna attraverso le stanze del castello fino a una larga finestra: qui apre un passaggio segreto che conduce nelle profondità delle fondamenta del Conclave. Dopo una serie infinita di scale, ecco, sospesa su un baratro, una gabbia. Lord Ith fa del suo meglio per spiegare a Jodah la situazione: dopo aver fondato il conclave e fatto di Mairsil il suo pupillo questo lo ha tradito e rinchiuso in questa gabbia, costruita da Barl; la stessa gabbia succhia la sua forza magica impedendogli di fuggire, e rafforzando Mairsil che così può controllare con la forza, la corruzione o la minaccia tutti i maghi della confraternita. Però le sue parole sono confuse e frammiste a sprazzi di follia, e non fanno che spaventare Jodah che alla fine fugge via, lasciando Ith col suo servitore.
Mairsil fa entrare nella sua stanza Barl e gli racconta del fallimento di Jodah: il ragazzo era riuscito a carpire la formula dal libro in una sola settimana, quando a lui era servito un intero anno. Viene infine svelato il motivo della sua impazienza nell'aprire il portale: il calendario meccanico segnala che le barriere tra le varie dimensioni sono sempre più sottili, e quindi una possibile congiunzione tra i due piani è sempre più propizia. L'obbiettivo finale di Mairsil è chiedere ai signori di Phyrexia lo stesso potere che avrebbero dato a Urza e Mishra, ovvero quello di essere un planeswalker. Barl è molto scettico su questo punto (a ragione!) e fa all'amico delle osservazioni molto pungenti, ma il vero motivo della sua visita è un altro: un nuovo adepto è arrivato al Conclave. Alquanto stupito da una nuova recluta, pure questa “fuori stagione”, Barl racconta che in seguito al colloquio iniziale e al suo accento la ragazza (che noi sappiamo essere Sima) gli ha dato l'idea di essere della città delle ombre. Il sospetto che la città abbia mandato due spie, a intervalli separati l'uno dall'altro, si insinua tra i due. Viene qui abbozzata l'idea di fare in modo a Jodah di uccidere Sima senza saperlo, in modo che il ragazzo non abbia altra alternativa che restare nel conclave.
Nell'angolo della stanza, lo scarabeo che Jodah aveva approntato prima di eseguire la spell, terminati i fogli a disposizione, si è fermato....
Capitolo 16
Jodah, durante la risalita delle lunghe rampe di scale, ha modo di capire perchè la spell per il portale non ha funzionato (usava mana bianco invece che nero: all'epoca di Jarsyl la loro terra era un pantano invece di una pianura come ora) e valuta se riferire subito a Mairsil la cosa. Decide di aspettare, anche perchè Ith, benchè pazzo, lo ha lasciato nel dubbio su cosa sia vero e cosa no.
Torna in camera sua ma di nuovo il sonno tarda a venire. Si ricorda allora di aver lasciato nella fretta lo scarabeo nello studiolo di Mairsil, e vi si dirige perchè ritiene che possa essergli utile per ripetere la spell. La stanza è vuota e non c'è nessuno: fa in tempo a raccogliere scarabeo e fogli di carta (pur domandandosi perchè ci sia tanto scritto) che sente runori nel corridoio. Esce dalla stanza e non potendo nascondersi finge di star bussando alla medesima porta. Un sospettoso ma silenzioso Barl e un Mairsil con un sorriso tutt'altro che rassicurante lo raggiungono, dopo una breve chiacchierata Mairsil dice a Jodah di prepararsi per una sfida magica tra qualche giorno.
Nel mentre, nel villaggio vicino, Primata e la sua cricca di fanatici grazie ai salvacondotti della chiesa svuotano le riserve di cibo e di alcool per dare una grande festa in cui un
predicatore infervora le
masse e le spinge ad agire contro il Conclave, reo di tutti i guai e problemi del posto.
Il momento della vendetta sta per giungere....
Capitolo 17
Nei tre giorni successivi Jodah fa conoscenza di un mago anziano bianco, Wode, che gli insegna tutta una serie di magie di protezione come i
circoli, o altre efficaci contro un mago blu. Jodah dopo aver letto i fogli di carta sa che non è ben visto da Mairsil (viene menzionato il volerlo sacrificare una volta che i portali sono aperti), ma non sa che una nuova adepta è arrivata, o perchè vogliono che si scontri con lei. Durante una di queste giornate parlando con Wode si rende conto di quanto il vecchio sia tenuto confinato nei suoi quartieri e di quanto abbia paura di parlare di Ith, dell'usurpatore o di altre faccende che sono risapute ma tenute per sé: il vecchio addirittura lo accusa di essere una spia per conto di Barl per cercare di trovare dissidenti all'interno del castello.
Sima, dopo il colloquio con Barl, è stata tenuta prigioniera (anche se ufficialmente non lo è) in una stanza, per evitare che vada in giro e magari incontri Jodah. Infine, dopo tre giorni Barl arriva e le comunica che è stata accettata nel Conclave, ma prima dovrà combattere nell'arena. La fa vestire di un presunto abito rituale completo di maschera interamente blu e l'accompagna nel luogo dell'incontro. Un mago vestito di rosso appare dal lato opposto e inizia il duello.
Nel duello Jodah usa con successo i circoli di protezione, e ferisce duramente Sima. Proprio mentre lancia il colpo finale si rende conto di certi atteggiamenti e spell del mago proprie di Sima. Scopre il volto all'avversario e si rende conto di aver ragione. Con il mana rimasto cura Sima, salvandole la vita, Sima restituisce lo specchio a Jodah. Mairsil non fa in tempo a macchinare qualcosa che un rumore fragoroso scuote l'ala del castello: sono gli assalitori del villaggio guidati dalla Chiesa di Tal.
Capitolo 18
Gli assalitori riescono a penetrare nel castello grazie a uno dei “Miracoli” di Primata, la quale fa scomparire letteralmente le porte. I maghi iniziano una disordinata controffensiva. Jodah termina di curare se stesso e Sima e insieme si dirigono verso il passaggio segreto, col fine ultimo di liberare Ith, finalmente convinto che è la ragione per cui è stato condotto al Conclave.
La veggente cieca (una fanatica di Tal) penetra nelle stanze del castello con un piccolo seguito di sostenitori ma viene uccisa da Barl, con una quadri-balestra. I rimanenti scappano.
Jodah e Sima arrivano sullo strapiombo in cui Ith è tenuto prigioniero. Jodah taglia le sbarre. la gabbia si sfascia e precipita nell'abisso. Ith ne riemerge completamente pazzo, avvolto in una palla di fuoco da cui si intravede solo il suo volto. Senza capire chi lo abbia liberato scaglia un raggio contro i due giovani, ma l'uomo di stracci si immola al posto loro; dopodichè Ith sale sfondando l'alto soffitto, deciso a trovare Mairsil. A Jodah e Sima non resta che risalire le scale, non prima di aver colto l'uomo di stracci parlare per la prima volta: “Salvate Ith”, anche se non si sa bene se da qualcosa o se da stesso.
Capitolo 19
Primata incontra Mairsil e combattono: la fanatica sembra impenetrabile a qualunque tipo di magia, ma Mairsil inizia a dirle che i suoi non sono miracoli, bensì magia vera e propria, la stessa che sta cercando incessantemente di distruggere. La fanatica è sorda a qualunque attacco verbale, ma alla fine deve cedere, poiché Mairsil è stato capace di prosciugarle lentamente la sua riserva di mana, rendendola inerme. Invece di ucciderla con arti magiche la accoltella a morte. Epica la frase dell'usurpatore:
“Tu odi i maghi, non mi hai mai chiesto perchè io odio la chiesa. Te lo spiego: siete dogmatici e rifiutate altro pensiero che non il vostro. Ma peggio di tutto siete dei dilettanti”.
Jodah e Sima trovano sulla loro strada tra i corridoi Barl, intenzionato a eliminare entrambi. Jodah lascia Sima ad occuparsene, la quale smantella la balestra di Barl e si prepara a ucciderlo.
Jodah incontra Mairsil e hanno un breve alterco sulla prigionia di Ith, Mairsil ovviamente crede di essere nel giusto e non vuole sentire ragioni. Quando Jodah gli fa capire che sa che lo voleva sacrificare dopo l'apertura del portale l'usurpatore si prepara a colpirlo, ma vengono interrotti da Ith. Mairsil fa buon gioco e finge di essere ancora dalla sua parte, colpevolizzando Barl e la chiesa. Ith benchè confuso cerca di colpirlo ma Mairsil è protetto contro qualunque magia provenga da Ith. Jodah cerca di intervenire negando le menzogne di Mairsil, il quale lo punta e accusa a sua volta di essere un traditore. Ith lancia un getto di magia rossa e blu contro Jodah, che però viene prontamente salvato dal suo specchio, che devia il colpo e lo indirizza verso Mairsil che viene colpito.
In fiamme e gridando Mairsil fugge senza far più ritorno. Ith si dirige verso Jodah, il quale solleva lo specchio e grazie al riflesso dello stesso Ith ritrova la sua sanità mentale. Ith gli dice di andare prima che esploda tutto, Jodah sulla via dell'uscita si riunisce a Sima e mentre sono nel giardino-labirinto vengono scaraventati via da un'esplosione che gli fa perdere i sensi.
Capitolo 20
Jodah si risveglia con la facciona di Shannan in primo piano. Jodah parla brevemente con Ith, nuovamente sano di mente, il quale lo invita ad andare via con lui, diventando così il suo nuovo apprendista. Jodah rifiuta, dicendo che ha bisogno di una vera scuola come la città delle ombre per acquisire ordine nelle sue arti magiche. Ith allora prima di andarsene evoca un nuovo uomo di stracci (chiare indicazioni fanno presupporre che sia il corpo di Barl rianimato) e insegna a Jodah il funzionamento dei Safe Haven, predicendo che sarà un potente mago nel futuro. “Addio Jodah, che tu possa trovare ciò che cerchi” sono le sue ultime parole.
Jodah si riunisce con Sima e le dice che intende portare tutti i sopravvissuti tra maghi e servitori al crollo del Conclave. Sima è perplessa, ma Jodah dice che è quello che spererebbero loro. Sono tutti maghi, e il loro compito è evitare che altri soffrano come hanno sofferto loro. E poi sente che è la cosa giusta da fare.
Sima led out a long sigh, then said: “Then we'll do it. But I'll warn you. Once you get to the City of Shadows you'll have to get some proper training. You have a lot to learn. All of you.”
Jodah surveyed the wrecked Citadel and inhaled deeply the cold air that swirled through the ashes. It smelled of ice and of dying magic.
“So do you”, he said, smiling grimly. “So do all of you.”