@Carondimonio:
scusa prendo te come esempio ma per rispondere a quanti fondamentalmente dicono "non vedo cosa ci sia di complicato". Allora se volete dire che ci stiamo facendo un sacco di pippe mentali, OK. Se invece volete dire che non stiamo (sto) capendo una cosa banale, scusate ma non è così, tant'è che sono state linkate sopra fior di pubblicazioni accademiche sul tema (che quindi è tutto tranne che banale). Casomai mi pare alcuni fraintendano la tesi, che non è "mastruzziamo il mazzo per ottenere un risultato DI GIOCO voluto", ma "dato che una disposizione
genuinamente CASUALE è difficilmente ottenibile IN PRATICA in un mazzo di carte (non sono dei bussolotti da estrarre da un urna, qui è MISCHIARE che non è banale),
come approssimiamo al meglio il caso?@all:
facciamo un po' di chiarezza preventiva sui punti fermi:
Infraction Procedure Guide ha scritto:
Any manipulation, weaving, or stacking prior to randomization is acceptable
ergo,
fare manacheck magari è inutile ma NON è espressamente proibito, direi anzi che
è espressamente consentito.
Cosa intendono le regole per randomizzare il mazzo?
TournamentRules ha scritto:
Randomization is defined as bringing the deck to a state where no player can have any information regarding the order or position of cards in any portion of the deck
Cioè a me pare che non venga sottolineato tanto l'aspetto matematico, né eventuali parametri statistici di uniformità, quanto piuttosto uno stato di CONOSCENZA che deve essere evitato.
@Luca
Tu hai scritto
DevilOfTheStorm ha scritto:
Il modo più casuale possibile di mescolare è quello di partire da uno stato NON noto
Concordo pienamente, ma purtroppo, in un
precedente thread, Kalle citava
Penalty Guide 134. Tournament Error — Insufficient Randomization ha scritto:
Players are assumed to know the order of their cards before starting to shuffle and sufficient randomization means the player could not gain advantage from this knowledge
Ergo, il modo più casuale possibile di mescolare è per definizione escluso dalla pratica. Da cui la mia pippa mentale: come approssimiamo?
@Chronomancer:
tutto giusto, ma veramente non era quello il punto su cui puntavo il dito (come ha colto Valleyman).
Si sta facendo confusione anche tra "stato non conosciuto" e "stato randomizzato". Uno stato "genuinamente random" dovrebbe essere uno in cui ogni carta ha la stessa probabilità di essere in una qualsiasi posizione del mazzo. Mentre ogni tecnica "pratica" di mescolata, visto che come detto per le carte le cose non sono "facili" come nel lancio di dadi, NON è in grado di fare questo: ad esempio con un singolo riffle-shuffle "perfetto" la prima carta del mazzo resta la prima e l'ultima resta l'ultima. Giustamente tu scrivi:
Cita:
Supponendo che la mia mescolata sia "assoluta", mi sposterò in un altro punto del grafico. Non so se nel punto più probabile, se in quello medio, se nella coda... è un punto a caso
A caso significa anche che dovrei avere la stessa probabilità di raggiungere qualsiasi punto. Il problema su cui si voleva ragionare è proprio il fatto che la mescolata in pratica NON è assoluta, e non andrò a cadere in un punto A CASO, ma con maggiore probabilità in un punto in un intorno di quello di partenza. Il che per estensione significa che, in misura più o meno minima, lo stato del mazzo al termine delle mischiate REALI mie e dell'oppo sarà sempre "memore statisticamente" dello stato iniziale (ancorché non "memore" dal punto di vista che consente di avere una CONOSCENZA delle posizioni delle singole carte).
Quindi l'idea era: esiste qualche artificio che consenta di simulare meglio una mischiata che mi consenta "davvero" di ottenere un punto casuale della "distribuzione delle configurazioni"? Secondo me, no per limiti pratici.
Allora idea appena un po' meno restrittiva: esiste un modo "euristico" in cui le mie mescolate "artefatte", fatto un certo numero di game, mi danno un istogramma di distribuzioni delle carte del mazzo che si avvicina alla curva di probabilità delle configurazioni?
Era un po' quello che sosteneva Diego sulla catena Markoviana (forse è quello che meglio di tutti noi ha centrato il punto), salvo che io dubitando del tempo di convergenza della catena (il t o N va inteso in questo senso, di step euristici) sostenevo che conveniva partire da una determinata configurazione iniziale. Dove il "conviene" è inteso in senso "simulare il random", non "utilitaristico / baro".
E la mia tesi è, per usare la tua provocazione, che nelle carte, sistemando prima i dadi in un intorno del 7 (5 o 6) e poi lanciando comunque i dadi, si ottenga un istogramma che simula meglio la campana, PROPRIO perché nella campana i picchi sono più probabili delle code.
La ragione per cui sostengo non essere cheating, è che A PRESCINDERE da come le imposto prima di iniziare a mescolare (le DCI assumono che io lo sappia in ogni caso, ricordate?) avrò comunque un bias, quindi per quale assurda ragione autolesionistica dovrei impostarlo proprio a mio sfavore (statistico)?! A maggior ragione se come sembra mi viene richiesto solo di non conoscere la posizione delle carte, non di non averne un pregiudizio statistico.
Per inciso, uno dei problemi affrontati nell'articolo linkato è proprio che è difficile stabilire una "metrica" che consenta di "misurare" quanto la distribuzione di carte nel mazzo (supponendo di averlo ordinato 1-60) dopo n finito di step di un certo metodo "pratico" di mescolata, sia effettivamente "vicina" ad una distribuzione "random teorica".
Poi, oh, voi non concordate e siete pure judge, quindi amen


Diego C ha scritto:
"Un cuba libre" "Troppo ghiaccio, mulligo"
ziovec ha scritto:
A noi piacciono le brainstorm
Der_Wolf ha scritto:
Chi parte a cazzo duro mi infastidisce nel profondo. Se vuole giocarsela al 50% vada ai campionati mondiali di testa o croce