Ned Ludd ha scritto:
1. Il mazzo è forte.
2. Giocarlo bene è più difficile di quanto possa sembrare. Se l'apporto del giocatore può sembrare minimo, anche l'ordine delle spell (basta una spell giocata frettolosamente, ad esempio) può cambiare completamente una partita. Nelle vittorie facili il giocatore è completamente inesistente, nelle partite difficili deve farsi carico di tutto, come i veri duri. Piccolo particolare: le partite difficili si perdono, in genere, anche se ci mettiamo il cuore

3. E' difficile giocare contro dredge. Non sai bene quando usare le tue counter e se ti distrai un attimo tutte le tue risposte diventano inutili.
I problemi sono due:
1. Il mazzo vince
ma non ti diverte. I combo sono tendenzialmente meno divertenti degli altri mazzi: il giocatore combo è ossessivo compulsivo, poco fedele al terreno e quasi sempre monotematico. Può capitare che battere chiunque in una giornata ti faccia divertire, ma quando cominci a perdere da qualsiasi oggetto nella sala (i lampadari, le luci al neon, i sifoni di seltz, i manichini, le giacche contrabbandate, gli imperial seal a prezzi modici e pippo baudo indefettibile o una televisione di qualche altra era geologica) ti fai qualche domanda: ti vedi impotente morire da un extirpate tirato nel momento sbagliato dal giocatore sbagliato che ha sbagliato tutto ma ha due extirpate in mano e quindi forse quello che hai sbagliato sei tu. Ma dove ho sbagliato? Perdere fa parte del gioco, perdere tanto fa parte del gioco, tutti noi perdiamo e perderemo (io più di tutti, in effetti): ma un conto è perdere perché non abbiamo saputo sfruttare le (magari poche) situazioni favorevoli, un conto è perdere perché il tonto di fronte la sera va a dormire nelle CRIPTE DI TORMOD.
Ora, con il ban di survival le cose sono cambiate, nel senso che dredge è ancora più forte. Quindi sì: se volete vincere e magari non avete le dual, giocare dredge può essere una ottima idea. Non vi odierò, come non odio l'autore del topic che, ripeto, col suo articolo in competitive mi ha aiutato tantissimo.
Ma il problema di fondo resta: alla lunga, ma anche nell'immediato, giocare un mazzo che può regalarti delle amarezze infinite e rovinarti la giornata (perché sul momento si pensa a quanto sia incapace l'avversario o a quanto siamo incapaci noi o a quanto siamo stati SFORTUNATI — ma la sfortuna non esiste, ragazzi, se volete evitare di morire di screw allora giocate mazzi che non possono morire di screw: forse ci morirete un paio di volte, ma non avrete più i crampi ai polsi per i cinquecento mulligan a 4). La sorte è una forza incolore (infatti è una vox media in tante lingue, anche l'italiano), non ha amici e non ha parenti, e non comprerò mai un biglietto dalla lotteria perché non voglio sconti o regali e se anche vincessi non potrei sopportare di essere una ingiustizia. Allora, semplicemente, o questa entità incontrollabile non esiste (e infatti non esiste: è un nome privo di referente, come la parola "volontà" e tutte quelle cose che usiamo abitualmente senza saperle definire o descrivere come un genitore che ci ha abbandonato da piccoli davanti alla porta di una famiglia di sconosciuti in una cesta con una lettera e il nostro nome che è anche l'unica cosa che ci lega a lui e noi ne faremmo volentieri a meno perché continuiamo a chiederci cosa voglia dire e come è possibile che la stessa persona possa darti il nome che hai e toglierti tutto il resto), o facciamo in modo che nulla nella nostra vita possa cadere nella sua giurisdizione. Forse non è del tutto possibile, ma possiamo sottrarle tanto terreno. Evitando di giocare dredge, ad esempio.
A proposito, il m∞st di der_wolf (rigorosamente senza vengevine) era, tra tutti, quello che incarnava meglio il vero spirito di magic: profondo e misterioso come una foresta incantata, eternamente diverso e imprevedibile. Gli ho visto vincere partite in tantissimi modi diversi, tutti bellissimi. Senza vengevine, ragazzi. Senza putrid imp e golgari grave troll.
Secondo me il tuo discorso, oltre che ad un apporto alla filosofia contemporanea di Magic non può fare altro.
E' chiaramente soggettivo. Non è SOLO dredge che può rovinarti la giornata, è ovvio che dipende anche dal meta con cui ti vai a cimentare, se becchi 10 game in cui ci sono giocatori che sidano 8 carte di hate, allora grazie che si perde e ci si incazza, proprio perchè hai avuto una sfiga della madonna.
Io, per esempio, giocavo Goblin e devo dire che quest'ultimo sta diventando veramente ingiocabile per via del meta sempre più pieno di Zoo/Bant ecc. Questo non significa che Goblin sia un mazzo schifoso o che giocarlo porti solo al rosik e allo scazzo del player, semplicemente ha molto/troppo hate che non gli permette di sfondare e diventa frustrante.
Forse tu hai avuto un'esperienza di un torneo pieno di Hate contro Dredge tanto da non vincerne 1 o quasi, ma ciò non significa che quell'esperienza possa estendersi così generalmente da formularvi su una sentenza che vuole essere, nel manifestarsi, oggettiva.
Anche per il fatto che sia divertente o no, non è vero. O meglio, è tutto relativo: Ripeto, c'è gente che si diverte facendo counter counter counter counter counter counter counter counter brainstorm counter brainstom JAce (-1) counter counter Jace (o) counter Jace (-1). C'è a chi diverte e a chi non diverte, è soggettivo.
Io mi diverto nel giocarlo, ammetto che può sembrare frustrante alle volte questo appunto sosterrebbe la tesi secondo la quale Dredge non sarebbe un mazzo facile da giocare.
Se fosse così facile e se avessimo sempre il G1 assicurato, fidatevi, stavamo tutti a giocare Dredge, anche perchè è il mazzo più economico in competitive (70€ te lo fai).

lupo segreto ha scritto:
Perdere un turno d'attacco o di cast creature per giocare uno scartino è come ammettere di voler perdere.
Facepalm.