Polvere, urla... il fragore della battaglia... I diecimila traghtusk del dittatore Loris parevano un'unica, enorme macchina di morte... Ma i partigiani di Gioele, inferiori per numero e nutrizione, combattevano con la furia di chi segue un ideale di libertà... Un lago di sangue, carcasse di traghtusk sul campo di battaglia... questo era diventato il cortile dell'Alpo, quella che un tempo era una colonia del Mulino Bianco... Dall'alto del balcone della fattoria, il terribile dittatore, coi suoi alleati vicentini, scrutava la battaglia, e ne indirizzava le sorti impartendo ordini tattici per le sue legioni... I numeri in campo gli davano una certa sicurezza, ma l'artiglieria bresciana sulla collinetta stava dando noia... troppo spiedo e polenta in una botta sola! Impartì quindi l'ordine al suo araldo Jolf, The Yellow Wolf: circumnavigare il battlefield, raggiungerli sulla collina con le sue tigri Arkaniane e mangiarseli come polpette... In men che non si dica i terribili felini, con alla testa il digrignante peluches, si lanciarono verso la collina, passando a fianco del grosso degli eserciti in combattimento... Il Barba, la guida delle armate ribelli di Gioele, impegnato ad infilzare un paio di tusk, si accorse per primo della manovra nemica... Si scrollò di dosso alcuni cadaveri di traghtusk incornati, e si staccò dalla battaglia, per fermare la corsa di Jolf e delle tigri... Quando Jolf lo vide arrivare, subito capì che era giunta la resa dei conti... Ordinò alle sue tigri di fermarsi, per fronteggiare la carica del Barba, già proiettato verso il suo arcinemico Jolf... ma queste, ormai ebbre dall'odore di spiedo delle vicine artiglierie bresciane, non ascoltarono il suo ordine, e proseguirono a rotta di collo verso la collinetta, lasciandolo solo al suo destino... Schivò la carica del Barba con un guizzo miracoloso, specialità della casa… Oplà, si rigirò… e i due arcinemici si trovarono faccia a faccia, fauci a fauci, milze a milze… Il Barba sbuffò a terra con gran vigore, gli occhi rosso sangue, incazzato come una iena, non vedeva l’ora di infilzare il Lupo… Jolf invece, esternava una calma serafica, sicuro della sua superiorità in battaglia... Guardava il Barba scrutandolo con ghigno beffardo, commiserandone la sua sgraziata forma traghtuskiana… Via! Carica del Barba, fulminea, rabbiosa… Salto in aria prodigioso di Jolf, che atterra sulla schiena dell’incredulo partigiano! Affondo di artigli nella possente schiena, con conseguente urlo di sgomento e dolore del Barba, che con un colpo di reni si scrolla di dosso il grosso lupo… Jolf ride… Nuova carica del barba, verde di bile… Questa volta il grande lupo si getta a terra, e con una rotolata passa sotto il traghtusk, schivandone l’attacco… giravolta improvvisa ed ennesima zampata micidiale nelle natiche dell’opponent… Sentendosi ferito nella parte del corpo a lui più cara, il Barba ricorse ad una delle sue armi segrete: la scoria assassina… L’effluvio si propagò infingardo nel naso del tronfio Lupo del Costa Rica… insinuando il dubbio ed il terrore nelle sue narici, e nella sua mente… Il Lupo vacillò, indietreggiando… e voltandosi, per un istante, il Barba lo vide: lo spiraglio… il passaggio per il cuore del Lupo, il target ambito dalle sue letali corna… Si gettò a capofitto, incurante di tutto, senza difese, solo le sue corna al vento… Jolf si vide perduto, era fermo, inerme… come un condannato a morte di fronte al boia… Ma quando l’impatto sembrava oramai imminente, si udì un “crack” netto e sinistro… Erano i piedi posteriori del Barba, i suoi piedi di balsa… Avendo avuto problemi coi piedipiatti in gioventù, gli furono ricostruiti gli zoccoli posteriori, foderandoli in balsa, ricoprendoli con un sottile strato di cobalto… Si erano frantumati in mille pezzi ed il Barba, privato del supporto degli arti posteriori, si conficcò nel terreno a mò di puntaspillo, finendo carponi e rotolando nella polvere, fino a trovarsi ad un centimetro dal muso del Lupo… Bestemmiò in svariate lingue, molte delle quali morte o inesistenti… mentre Jolf, quasi incredulo per una simile sculata, non sapeva se ridere o piangere… Iniziò a divorarlo… pezzo dopo pezzo, boccone dopo boccone… Il Barba fu presto in una vasca di sangue… Non smise mai di bestemmiare iddio, nemmeno per un istante… Jolf non risparmiò neppure le interiora del grosso animale, sebbene gli provocassero un sentito ribrezzo… Le dilaniò e le sparpagliò ai quattro venti… intingendo il giallo crine nel sangue rosso sinistroide del Barba… Uno spettacolo terrificante, che gettò lo sconforto nelle file dei partigiani… All’alba dello scontro fra i due campioni, la battaglia si era infatti come fermata, e le legioni di traghtusk avevano volto lo sguardo alla singolar tenzone… Dalle file Gioeliane, un traghtusk un po’ defilato, un certo Iari pare, pensò che forse poteva “dare una mano al destino”, aiutando il suo sfortunato compagno Barba… Estrasse dalla manica sinistra (si, i traghtusk hanno le maniche, non lo sapevate?) una sottile e leggera cerbottana, e soffiandovi dentro lanciò una microscopica puntina di spillo imbevuta d’inchiostro blu verso lo scatenato Lupo Jolf, conficcandogliela nell’orecchio destro… In un batter d’occhio, il Lupo Giallo non fu più molto Giallo… Passò al verde, al ramato, all’oltremare, passando per un certo qual vermiglio, tralasciando però il magenta… Sul turchese stramazzò privo di sensi e senso, finendo, per uno sghiribizzo della sorte, disteso proprio sulla carcassa del traghtusk poc’anzi dilaniato… La testa del Barba, con gli occhi sbarrati e la bocca spalancata, ospitò cosi fra le corna anche la testa del famelico Lupo, scolpita in una raggelante smorfia di sofferenza e incredulità, andando a formare un grottesto trofeo di teste, di quelli che un tempo furono gli eroi della battaglia… Ripresisi dallo stupore, gli eserciti tornarono a fronteggiarsi con vivido furore e rinnovata lena… Le sorti della contesa erano più che mai in bilico... Il supporto di Attilio col suo mech si faceva sentire, ma non era chiaro per quale fazione... I suoi razzi colpivano un po' alla cieca diciamo... Ma facevano un gran bordello, nulla da dire... Nel frattempo, il manipolo di tigri aveva raggiunto la collinetta con l'artiglieria bresciana... Alla vista dei temibili felini, i lesti artiglieri spiediferi, se la diedero a gambe, rallentando le tigri lasciandosi alle spalle bocconi di spiedo e "polenta co l'ut"... più qualche patata che, si sa, vanno a ruba... Tentarono di rifugiarsi nella fattoria, ma trovando l'uscio chiuso, iniziarono un'arrampicata per raggiungere il tetto di paglia... Le tigri erano ormai alle calcagna dei valenti bresciani, i quali sentivano già qualche morso ai piedi... Ma riuscirono a mettersi temporaneamente in salvo sul tetto appunto, mentre le tigri faticavano a salire, maledicendo l'assenza del pollice opponibile nelle loro zampe... I bresciani provarono a mollar giù pentoloni d'olio bollente per ustionare le fameliche bestie, ma ne sottovalutarono l'agilità, la onde per cui l'olio bollente si rovesciò quasi per intero sui traghtusk che stavano combattendo ai piedi della fattoria... Solo una tigre venne beccata in pieno volto e iniziò a recitare la santa messa in latino... al contrario... Le restanti tigri riuscirono quindi a salire, e per i brescia-boy si prospettavano peni di gomma a iosa... Le tigri stavano per balzare sui malcapitati quand'ecco, un bagliore nel cielo... Un siluro di attilio, fuori controllo più dell'ordinario, impattò sulla fattoria, forando il tetto e abbattendosi in cucina... Fuoco e fiamme signori, fuoco e fiamme... Si levò un incendio sul tetto, in vera paglia, mentre all'intero il fumo si propagava claustrofobico... I bresciani e le tigri vennero arsi vivi, in uno scoppiettante scintillio di fuochi artificiali... Dai piani inferiori e dalle stalle uscirono le bestie della fattoria in preda al panico... Urlando e soffocando... Baldazzo il mulo, ridotto ad una pira infuocata, schizzava a destra e a manca come un cimice in un lampadario... Il dittatore Loris, coi discostù vicentini Gazzo & Testa, si calò con una fune dalla finestra del loro piano, ma mentre scendeva, tante piccole scintille di fuoco gli caddero sui capelli, dandogli fuoco... Gazzo riuscì a fatica a spegnerli usando la sua proverbiale slinguazzata umidiccia... Il triumvirato si portò quindi in un luogo sicuro, abbastanza per assistere al massacro... Centinaia di oche, pecore, conigli, galline in fiamme, si riversarono sulla folla di traghtusk in battaglia, appizzando fuoco con chiunque venissero in contatto... Un enorme rogo animale, in fermento, si creò nel campo di battaglia dell'Alpo... Fu una carneficina inenarrabile quanto le urla strazianti che riempirono il cielo... Attilio continuava a supplicare venia, "scusate, scusate... mi son sbagliato"... ma oramai le sue parole giungevano a dei cadaveri ambulanti... Gioele, poco lontano, stava assistendo al misfatto relativamente compassato, forse elucubrando su sofismi articolati riassumibili in... "porco zeus"! Si recò da Attilio e, dopo alcuni, leggerissimi rimproveri lo spronò alla riscossa: "proviamo a ricavarne qualcosa di buono, proviamo a vincere la guerra! Animo giovine!"... Salì dunque sulla testa dell'enorme mechwarrior giapponese, pregando Attilio di guidarlo con lo sguardo rivolto alla strada, e intimò l'ordine di avanzare verso il nemico supremo, il dittatore Loris coi suoi tirapiedi vicentini! Si fecero strada in mezzo ai branchi di traghtusk in fiamme, calpestandoli o prendendoli a mitragliate, come se fossero piccioni asolani... Gli animali più deboli furono misericordiosamente calciati via, in modo da alleviarne le sofferenze... Giunsero quindi in petto all'oligarchia nemica che, circondata dalle fiamme e dalle staccionate random dell'Alpo, non poteva fuggire... "Siete finiti! Arrendetevi!" Gridò Gioele dalla cima del mech, quasi come fosse nel bel mezzo di un prerelease... A questa dichiarazione, si fece avanti Testa, il più bieco dei vicentini... Teneva fra le mani una valigetta, l'aprì... conteneva un milione di dollari in contanti! I fondi destinati alla discoteca della fattoria... Poi parlò, con accento vicentino-napoletano, e lo fece con un luccichio negli occhi: "Maròòò, guagliò! Accattatevill'!"... Loris tradusse presto in linguaggio macchina: "Suvvia, amici miei.. Mettiamo da parte i dissapori del passato e gli ultimi spiacevoli eventi... Possiamo essere i padroni assoluti della fattoria! E con l'aiuto dei vicentini e del loro denaro riciclato, possiamo aprire una disco e vivere di rendita e di spaccio... Vita natural durante..." Gioele scese dal mech... fissò la valigetta... Era stracolma... Mai aveva visto tanto denaro in una volta sola, neppure al primo prerelease di Return to Ravnica... Era combattutto, molto combattutto... Loris se ne rese conto, e astutamente continuava ad incitarlo perchè prendesse la decisine "giusta"... "Lascia perdere gli stupidi propositi, la politica, l'ideologia! Goditi la vita!"... Il momento era solenne: dietro di loro non vi era ormai più nulla, solo le ceneri e l'odore di traghtusk arrosto... Pochi animali erano ancora in agonia e stavano esalando gli ultimi respiri, se cosi li possiamo chiamare, in mezzo a cortine e cortine di nero fumo... La fattoria era parzialmente crollata, il tetto evaporato... Restavano i muri portanti e poco altro... Il bagno, mezza cucina, un paio di stalle malconce... Dopo attimi di silenzio, Gioele cedette... "sono con voi, mo me pijo er danaro aò, me faccio 'a 'bbbella vita!"... Stavano già quasi per allungare la stretta di mano, quando un tonfo sordido rieccheggiò: "NOOOOO!"... sbam! Il grosso mech sbattè i piedi a terra... Attilio era furibondo... "Gioele, traditore! Come puoi fare questo alla tua gente?! Si sono sacrificati per te! Politici mascalzoni! Bisognerebbe buttare giù tutto il paese e ricostruirlo, e tornare alla Lira! Morirete tutti, tuuuuttiiiii!"... Era privo ormai di ogni controllo, totalmente in berserk... La sua morale cattolica era stata scalfita nel profondo, e il bimbo che è in lui si ribellò a tutto e tutti... Tentò di schiacciarli a pugni, ma coi comandi invertiti non era facile, e i due traghtusk ed i vicentini riuscirono a schivare i tremendi colpi del mech... Lo oltrepassarono ed iniziarono la fuga verso l'aperta campagna, passando di fronte ai resti della fattoria, inseguiti dall'Attilio Furioso... Per quanto i due traghtusk, con in sella i gaglioffi vicentini, pedalassero ad ottima andatura, difficilmente sarebbero sfuggiti alle grinfie di Attilio, che però si trovò improvvisamente a scivolare su di una buccia di banana, di appartenenza molto sospetta, e a prendere il volo... Finì di peso sopra i fuggiaschi, riducendoli in poltiglia! Non ebbero nemmeno il tempo di rendersi conto dell'accaduto, lamentarsi o imprecare... Morti. Tutti. Nel cadere, fatalmente il mech cadde nella parte della cabina proprio sopra a Gioele, il quale sfondando la vetrata del pilota, conficcò le corna negli occhi di Attilio, l'ex fattore... Pazzo di dolore, Attilio uscì dal rottame del mech urlando a scquarciagola, in mezzo al silenzio delle braci e all'odore di morte... E gridava davvero molto forte, con le estremità delle corna infilate nella cornea, cieco e sconsolato, non ottenendo altresì nessuna risposta umana o bestiale, in quel mare di desolazione... Inginocchiato dinnanzi alla fattoria, udì distintamente lo spalancarsi di una porta... Era la porta del bagno... Ne fuoriuscì Alvise, incarognito dall'esser stato disturbato, ed interrotto, durante la masturbazione... "Allora dioccà, chi cazzo è che fa sto casino, d******o?!"... L'interrogativo supremo... Uscendo, col pene ancora gocciolante, vide l'aia della fattoria ridotta in cenere, la casa padronale ridotta ad un groviera, la carcassa del mech jappo, i cadaveri infiniti dei traghtusk morti in battaglia... e Attilio con due corna piantate negli occhi che barriva come un vitello... Si avvicinò al fattore, che avendolo riconosciuto dall'odore, ne stava invocando l'aiuto e la pietà... Per tutta risposta Alvise gli disse "ma maaaaangiamelo d******a! Barbone!", e gli infilò il pene in gola... Attilio cercò di divincolarsi, con le ultime forze rimaste, ma non riuscì a resistere al fiotto di sperma che fuoriuscì copioso dal membro della bertuccia infernale... Soffocò entro breve... Alvise iniziò quindi a guardarsi attorno dubbioso, cercando di carpire cosa mai potesse essere successo mentre era in bagno a sfregarsi il pisello e mangiarsi una banana... Fra l'altro, era quasi pentito di averne lanciato la buccia fuori dalla finestrella del bagno, avrebbe avuto voglia di mangiare anche quella, ghiotto com'era... Uno scenario dalle tinte post-atomiche si spalancava alla sua vista... Si ritrovò quindi solo, e il solo, essere vivente della fattoria... L'ultimo superstite di una catastrofe quale non aveva assistito... Quasi ne fosse il figlio neonato... Ben presto, quella che fu una fattoria, prese le fattezze di una giungla... altre scimmiette, attratte dall'habitat favorevole, si unirono ad Alvise, spassandosela a più non posso... Ove prima vi era il granturco, ora si trovavano piantagioni di banane... Lo stagno delle paperelle fu trasformato in una piscina per i giochi delle scimmiette... Gli abbeveratoi dei traghtusk furono convertiti ad urinatoi, ove poi bere il proprio piscio a vicenda, tornando di fatto abbeveratoi, in una spirale infinita... Altalene, scivoli, gomme d'auto, monocicli... Un circo di divertimento, ove Alvise sguazzava nella lussuria più totale, venerato come un sovrano dalle altre bertucce... Divenute più esigenti e ricercate nel mangiare, le scimmie iniziarono ad allevare in cattività altre specie animali che potevano far loro comodo: trote salmonate, koala, topi di fogna... Le trattavano molto male, soprattutto Alvise, non avendone alcun rispetto, considerandole poco più che oggetti personali... Era una notte buia e tempestosa nella giungla dell'Alpo, quando Alvise il sovrano, ormai cotto come una pera da una giornata d'alcool e salsicce, si appropinquava al suo giaciglio di paglia e pelli di pesci di palla pescati nel Lago di Bath, poco lontano... Prese sonno istantaneamente, ridotto com'era, e iniziò a sognare lastricati di caschi di banane e recursioni di wurstel alla brace... E cosi, come ogni notte, libere dal controllo oppressivo del loro padrone, le bestie dell'Alpo si radunarono attorno a Zobia il ratto, il più grosso fra le pantegane dell'Alpo, vincitore di numerosi premi alle varie fiere sotterranee e fognarie... Aveva preannunciato un grande discorso per quella notte, e già tutte le altre bestie della giungla erano in fibrillazione, e si chiedevano cosa mai avesse in mente il grande saggio fra i saggi...
Ma questa è un'altra storia... O forse no...
Uomini, poiché all'ultimo minuto non vi assalga il rimorso, ormai tardivo, per non aver pietà giammai avuto, e non diventi rantolo il respiro... sappiate che la morte vi sorveglia. Gioir nei prati o fra i muri di calce, come crescere il gran guarda il villano, finché non sia maturo per la falce...
Al via 38 players
Judge Loris Collatuzzo (Lv1)
alla fine dei 6 turni di svizzera
1 Raffa Giacomo 14
2 Turla Mattia 14
3 Pikec Paolo 13
4 Cestaro Francesco 13
5 Cascella Tommaso 13
6 Bergamaschi Alessio 13
7 Tosi Jacopo 13
8 Cacciatore Federico 13
TOP8:
Raffa-Cacciatore >>> Cacciatore
Turla-Tosi >>> Turla
Pikec-Bergamaschi >>> Bergamaschi
Cestaro-Cascella >>> Cascella
TOP4:
Cacciatore-Cascella >>> Cascella
Turla-Bergamaschi >>> Bergamaschi
FINALE:
Cascella-Bergamaschi >>> Cascella by drop
LISTE:
Tommaso Cascella “I need a Miracle” (Miracle)
[deck]1 Venser, Shaper Savant
2 Snapcaster Mage
2 Vendilion Clique
2 Misdirection
3 Force of Will
3 Spell Pierce
4 Brainstorm
4 Swords to Plowshares
3 Entreat the Angels
3 Terminus
3 Counterbalance
3 Jace, the Mind Sculptor
1 Crucible of Worlds
4 Sensei's Divining Top
1 Karakas
2 Plains
2 Wasteland
3 Island
2 Volcanic Island
4 Flooded Strand
3 Misty Rainforest
1 Arid Mesa
3 Tundra
1 Mystic Gate
Sideboard
2 Baneslayer Angel
1 Venser, Shaper Savant
2 Flusterstorm
1 Pyroblast
1 Red Elemental Blast
1 Disenchant
1 Celestial Purge
1 Sulfur Elemental
1 Pyroclasm
2 Surgical Extraction
1 Engineered Explosives
1 Teferi, Mage of Zhalfir[/deck]
Alessio Bergamaschi (BUG cascade)
[deck]2 Baleful Strix
4 Deathrite Shaman
4 Shardless Agent
4 Tarmogoyf
4 Force of Will
4 Abrupt Decay
4 Brainstorm
2 Thoughtseize
4 Ancestral Vision
3 Jace, the Mind Sculptor
3 Liliana of the Veil
2 Bayou
4 Polluted Delta
2 Tropical Island
4 Wasteland
2 Misty Rainforest
3 Underground Sea
4 Verdant Catacombs
1 Badlands
Sideboard
3 Duress
3 Whipflare
2 Leyline of the Void
1 Vendilion Clique
1 Dismember
1 Life from the Loam
1 Phyrexian Revoker
2 Sower of Temptation
1 Thoughtseize
[/deck]
Federico Cacciatore (ANT)
[deck]1 Ad Nauseam
4 Brainstorm
4 Cabal Ritual
4 Dark Ritual
1 Past in Flames
1 Tendrils of Agony
3 Cabal Therapy
4 Duress
3 Gitaxian Probe
4 Infernal Tutor
4 Ponder
4 Preordain
1 Chain of Vapor
4 Lion's Eye Diamond
4 Lotus Petal
1 Island
1 Swamp
1 Volcanic Island
2 Underground Sea
4 Polluted Delta
4 Flooded Strand
1 Bloodstained Mire
Sideboard
3 Abrupt Decay
1 Tropical Island
2 Chain of Vapor
2 Empty the Warrens
2 Surgical Extraction
3 Dark Confidant
2 Divert[/deck]
Mattia Turla (MUD)
[deck]1 Blightsteel Colossus
3 Lodestone Golem
1 Myr Battlesphere
1 Steel Hellkite
1 Sundering Titan
1 Wurmcoil Engine
4 Kuldotha Forgemaster
4 Goblin Welder
4 Metalworker
1 Mox Opal
1 Staff of Domination
1 Batterskull
2 Lightning Greaves
4 Chalice of the Void
4 Grim Monolith
2 Trinisphere
3 Voltaic Key
3 Cavern of Souls
3 City of Traitors
4 Ancient Tomb
4 Darksteel Citadel
4 Great Furnace
4 Wasteland
Sideboard
2 Tormod's Crypt
3 Ratchet Bomb
4 Phyrexian Revoker
1 Phyrexian Metamorph
1 Duplicant
1 Crucible of Worlds
1 Platinum Emperion
1 Wurmcoil Engine
1 Spine of Ish Sah[/deck]
Giacomo Raffa “Jolf vi presenta: le tigri di Arkan!” (Miracle)
[deck]1 Venser, Shaper Savant
2 Snapcaster Mage
2 Vendilion Clique
2 Misdirection
3 Force of Will
3 Spell Pierce
4 Brainstorm
4 Swords to Plowshares
3 Entreat the Angels
3 Terminus
3 Counterbalance
3 Jace, the Mind Sculptor
1 Crucible of Worlds
4 Sensei's Divining Top
1 Karakas
1 Plains
2 Wasteland
3 Island
3 Volcanic Island
4 Flooded Strand
4 Scalding Tarn
4 Tundra
Sideboard
2 Baneslayer Angel
1 Venser, Shaper Savant
3 Flusterstorm
1 Pyroblast
1 Red Elemental Blast
1 Disenchant
1 Celestial Purge
1 Vendilion Clique
1 Pyroclasm
2 Surgical Extraction
1 Engineered Explosives [/deck]
Francesco Cestaro “Zobia Return” (Superfriends)
[deck]4 Force of Will
4 Brainstorm
4 Swords to Plowshares
1 Entreat the Angels
4 Terminus
4 Counterbalance
4 Jace, the Mind Sculptor
2 Ajani Vengeant
1 Elspeth, Knight-Errant
1 Koth of the Hammer
4 Sensei's Divining Top
2 Ponder
1 Counterspell
3 Blood Moon
3 Plains
5 Island
3 Volcanic Island
4 Flooded Strand
3Polluted Delta
3 Tundra
Sideboard
2 Venser, Shaper Savant
1 Flusterstorm
2 Pyroblast
2 Red Elemental Blast
3 Vendilion Clique
1 Entreat the Angels
2 Supreme Verdict
2 Relic of Progenitus
[/deck]
Paolo Pikec “Spasmi Deck” (Jund)
[deck]2 Scavenging Ooze
4 Bloodbraid Elf
4 Dark Confidant
4 Deathrite Shaman
4 Tarmogoyf
3 Abrupt Decay
3 Lightning Bolt
3 Punishing Fire
2 Inquisition of Kozilek
2 Thoughtseize
4 Hymn to Tourach
1 Sylvan Library
3 Liliana of the Veil
1 Sensei's Divining Top
1 Badlands
1 Forest
1 Mountain
1 Swamp
1 Taiga
2 Bloodstained Mire
2 Wooded Foothills
3 Bayou
4 Grove of the Burnwillows
4 Verdant Catacombs
Sideboard
2 Pithing Needle
2 Angel of Despair
1 Extirpate
2 Pernicious Deed
2 Krosan Grip
2 Slaughter Games
2 Oblivion Ring
1 Surgical Extraction
1 Red Elemental Blast[/deck]
Jacopo Tosi “Armadillo” (All Spell)
[deck]1 Angel of Glory's Rise
1 Azami, Lady of Scrolls
1 Laboratory Maniac
4 Balustrade Spy
4 Elvish Spirit Guide
4 Narcomoeba
4 Simian Spirit Guide
4 Street Wraith
4 Undercity Informer
4 Cabal Ritual
4 Dark Ritual
4 Pact of Negation
1 Dread Return
2 Cabal Therapy
4 Gitaxian Probe
4 Chrome Mox
4 Lotus Petal
1 Rite of Flame
1 Wild Cantor
4 Summoner's Pact
Sideboard
4 Goblin Charbelcher
4 Lion's Eye Diamond
3 Rite of Flame
4 Spoil of the Vault
[/deck]
props
al nobile gaducco che ci presta la casa e salva la tappa
alla scimmia alvise che cucina tutto il giorno sacrificando il collo
a tutti quelli che sono venuti
slops
ad alfiere che vincendo decreta la morte di magic
