Oggi è mar 24 mar 2026, 17:40


Scrivi un nuovo argomento Rispondi al messaggio Pagina 1 di 1   [ 4 messaggi ]
Autore
Messaggio
 Oggetto del messaggio: [Traduzione] Paulo Vitor Damo da Rosa -Being result oriented
MessaggioInviato: mer 19 giu 2013, 9:42 
Avatar utente
Don Quijote

Iscritto il: sab 12 dic 2009, 23:24
Messaggi: 1078
Località: In fondo alla sala
Nickname Cockatrice: Walker Boh
Ecco una nuova traduzione :)
Stavolta non parlo di liste, carte, o di consigli sulla build, quindi se cercavate informazioni in tal senso, mi spiace, stavolta ho toppato nella scelta della traduzione %(
Stavolta si parla di approccio alle partite, e alle scelte.

Due parole di introduzione, un pò personali, stavolta.
Questo articolo mi è stato segnalato da Valleyman poco prima di partire per Annecy, e durante quella trasferta si è rivelato quanto mai attuale.
Abbiamo infatti discusso, Valleyman, Spartan e io anche in maniera abbastanza accalorata su match up, percentuali, e sono venute fuori le classiche divergenze tra giocatori che vengono espresse generalmente dalla frase :"Ma come fai a dire che giocando X stai bene da Y??"

Nello specifico, Il buon Spartan portava spesso l'argomentazione "Perchè ci ho testato recentemente tot volte, è andata così, colà, e quindi dico che per me il match up è così".Questo perchè Matteo, avendo un sacco di esperienza più di noi ( o perlomeno di me) è più abituato a ragionare per shortcut basati sulle partite pregresse , un procedimento che gli semplifica le decisioni.Io e Tommaso invece discutevamo di più basandoci sulla struttura dei mazzi, per stabilire cosa è giusto/sbagliato e cosa dovrebbe essere messo meglio contro un certo mazzo.

Quale è l'approccio giusto? I risultati ottenuti da Matteo sono una prova più forte rispetto a quello che pensavamo io e Tommaso?
Dipende.
Da cosa?
Ve lo spiega Paulo Vitor Damo da Rosa in questo articolo :)

Ci rivediamo tra un paio di settimane!
Buona lettura!

-------------------------------------------

Being result-Oriented

Paulo Vitor Damo da Rosa
http://www.channelfireball.com/articles/pvs-playhouse-being-results-oriented/

Ciao!
Qualche tempo fa, stavamo discutendo nel nostro team-forum sulla correlazione tra la nostra preparazione e i nostri risultati. Qualcuno ha sottolineato come a volte la nostra preparazione fosse stata buona (Nagoya, Barcellona) e i nostri risultati invece no, mentre in altre circostanze (come Montreal) la nostra preparazione non fosse stata eccellente, ma avessimo invece avuto molto successo.
A Montreal, alcuni dei membri del nostro team erano addirittura assenti, altri erano troppo occupati a giocare a poker, altri si sono dedicati troppo al cibo, siamo finiti in stanze sparse in un hotel, e non avevamo un buon posto dove giocare -in pratica non avevamo niente di tutto quello che si ritiene essere precondizione di un buon testing. E alla fine abbiamo messo comunque tre persone in top8, e una in top16.

Questo ha sollevato la questione – siamo noi, forse, che diamo troppa importanza a cose che non sono importanti? Dovremmo cambiare la nostra definizione di “buon testing” o questi tornei erano semplicemente delle anomalie?

In magic, non è raro trovarsi davanti a questa stessa situazione – una in cui tu pensi che qualcosa sia giusto, ma non sembra che ci siano prove a supporto. Che sia nel fare una giocata, scegliere un mazzo, o trovare un modo migliore per fare playtest. Quando succede, che fai? Segui quello che sembra logicamente giusto a te, o segui i risultati empiric? Questo è l’argomento dell’articolo di oggi.

Essere orientati ai risultati
In generale, ci suono due strade giuste per analizzare qualcosa: con la teoria o empiricamente, analizzando i risultati. Immagina che dobbiamo tirare una moneta, e vogliamo sapere che cosa uscirà. Teoricamente, vediamo che la moneta ha due facce, e che ciascuna ha la stessa esatta possibilità di uscire, e quindi propendiamo per dire 50/50.
Possiamo tirare la moneta per dieci milioni di volte, e otterremo qualcosa che è molto probabile che esca all’ incirca un 50/50.
Quello che non dovremmo fare , invece, è tirare la moneta tre volte, vedere che esce testa tre volte, e concludere quindi che la prossima volta che tireremo la moneta uscirà testa. Questo è essere orientati ai risultati.

Questo è quello che accade quando giustifichi una cattiva scelta con la frase "ma la scorsa partita ha funzionato”.

Ad esempio: due miei amici stavano giocando un mirror di Monorosso.
Il giocatore 1 ha pochi pf, e ha alcune creature in gioco, tutte le quali hanno due di costituzione.
Giocatore 2 è a 2 pf, ha un Blinkmoth Nexus in gioco e Pyroclasm, che vuole giocare questo turno, e nient’altro in gioco se non terre.
Giocatore 2 anima Blinkmoth Nexus per attaccare. Poi realizza quello che ha appena fatto. Farlo in quest’ordine non farà altro che uccidere il suo Nexus per alcun motivo, ed è molto meglio fare Pyroclasm, poi animare, poi attaccare.

Giocatore 2:”Ehm.. non intendo fare questo.. posso rifare?
Giocatore1:”No, mi spiace.
Giocatore due sospira, attacca con Blinkmoth Nexus, e se lo piroclasma via.

Giocatore 1 stappa, e pesca Molten Rain. Il suo avversario è a 2, ma ha solo montagne in gioco- il blinkmoth se ne è andato. Qualche turno dopo, Giocatore 2 pescherà delle creature, e vincerà.

Ora, cosa possiamo concludere da questa storia?
Il fatto che dovresti uccidere le tue creature il più possibile?
Che dovresti sempre gentilmente concedere ai tuoi avversari di rifare le loro scelte di gioco se te lo chiedono gentilmente?
No, questo vorrebbe dire essere orientati ai risultati.
La vera morale , qui, è che la giocata che vince non è sempre necessariamente quella corretta.
Se questa persona si ritroverà nella stessa situazione in futuro, dovrebbe fare Pyroclasm sul suo Blinkmoth di nuovo? Ovviamente NO!

Tirando le somme, a volte hai due opzioni: una giocata che ti darà il 70% di possibilità di vincere, l’altra il 30% di possibilità di perdere. Non importa quante volte farai quella a 70% e perderai, dovresti sempre scegliere di fare la giocata corretta la volta successiva.
Sembra abbastanza ovvio, ma molte persone non lo fanno.
Vedi questo atteggiamento riguardo a decisione prese su molti mulligan: i Giocatori che terranno una buona mano che ha due terre e cinque magie e non pescheranno mai una terza terra, quando la prossima partita si ritroveranno con la stessa mano, sceglieranno di fare mulligan.
Mentre a volte terrai una mano che sai che non dovresti tenere, ma che funzionerà - pescherai due terre di fila e vincerai. Dopo, la volta successiva, terrai la stessa mano perché la volta precedente ha funzionato.
Non avesse funzionato, non l’avresti tenuta.
Però, che con quella mano tu vinca o meno, non dovrebbe avere alcun peso sulla tua decisione sul tenere quella mano in futuro.

Se è logico che tu non dovresti essere orientato ai risultati (NDT: questa forma "orientato ai riusltati" va intesa che ti basi su di essi per le tue scelte . Questa interpretazione va usata da qui in avanti nell'articolo) in questa situazione, perché la gente lo è?
Buona domanda.
Probabilmente è psicologico- ricordiamo più vividamente eventi fuori dall’ ordinario, e quindi queste situazioni ci segnano perché sono inusuali.
Queste sono invece le anomalie. Ci danno anche una facile scorciatoia – non dobbiamo pensare, dobbiamo solo fare quello che ha funzionato la volta precedente.
Allo stesso tempo, è sciocco dire “i risultati non contano”.
Abbiamo tutti visto Moneyball (lo abbiamo fatto, vero??) e sappiamo che è la cosa più importante. Vogliamo vincere, dopotutto.
Non importa se qualcuno pensa che non avremmo dovuto vincere. E se vinci, è difficile convincerti che hai fatto qualcosa di sbagliato. D'altrocanto, puoi aver vinto proprio perché hai fatto qualcosa di sbagliato.
Come la gestiamo allora?
La chiave sta nel conoscere quando dovresti fidarti di quello che sembra giusto e quando dovresti fidarti di quello che sta succedendo; se differiscono, si basa sull’analisi di due fattori: quanto è forte la tua teoria, e quanto sono forti i risultati.
Più è forte la teoria, più forti devono essere i risultati per convincerti del contrario.

In generale, più logica appare la teoria, più evidenza empirica devi accumulare prima di andarci contro. Se la tua teoria è molto debole, o se non ne hai, allora essere orientati ai risultati comincia ad essere interessante, e hai bisogno di sempre meno dati prima di adottare un certo approccio, perché fare qualcosa che ha una possibilità decente di essere giusta è meglio di non avere uno straccio di idea su che cosa fare ( in Magic, ovviamente, in molti aspetti della vita non dovresti prendere una decisione se non hai informazioni affidabili a riguardo, ma qui devi giocare, e devi prendere un mazzo, quindi ti conviene farti guidare da qualsiasi cosa ti convinca).
Se la tua teoria è molto forte, allora hai bisogno di una evidenza empirica molto importante per cambiare idea.

La forza della teoria
Per sapere quanto è forte la tua teoria, devi vedere da dove proviene.
Cosa ti porta a credere che dovresti fare Lightning Bolt su Wild Nacatl?
Sei particolarmente dotato di esperienza contro l’archetipo? Sei un buon giocatore e senti che Bolt è la scelta giusta? Hai letto a riguardo da parte di qualcuno che è molto bravo? Hai fatto i conti e hai realizzato che se non fai Bolt adesso su quella Nacatl, non sarai in grado di farci Bolt per i prossimi turni e quindi prenderai 15 danni?

Spesso, la nostra opinione è basata su esperienze passate - si basa sui risultati, ma su molti più risultati di quelli che stiamo prendendo ad esempio ora. Quando affronti la scelta tra i risultati accumulati nei risultati da 5 anni a questa parte ( che è quello che ha formato la tua opinione , anche se non sai perché ce l’hai) e i risultati che la scorsa settimana ti hanno fornito, dovresti probabilmente ascoltare quelli che provengono dal campione più vasto.

A volte, non hai basi addirittura avere un opinione.
Se ti avessi chiesto, “Chi è il miglior giocatore al mondo?” qualche mese fa, probabilmente avresti risposto: “Yuuya Watanabe”. Se te lo chiedo ora, la tua risposta, con tutta probabilità, non sarebbe Yuuya Watanabe. Yuuya, e i suoi principali concorrenti, sono probabilmente forti adesso come erano 3 mesi fa, ma tu non sai davvero quale è il più abile tra loro.
Tu non hai nessuna idea su chi di loro giochi meglio. Siamo onesti – se io non ho idea su chi sia il giocatore più forte, non è molto verosimile che lo sappia tu.

Ma ad ogni modo, tu darai una risposta!(e allo stesso modo la darei io, ovviamente). La domanda era “chi è migliore?” non “chi ha vinto di più?”, ma visto che non hai alcuna informazione per rispondere a quella domanda, tu passi a “lui ha vinto di più, quindi probabilmente è il migliore,” visto che “chi ha vinto di più” è una domanda a cui tu puoi davvero rispondere, un qualcosa di simile a “chi è il più alto” (NDT: è Zak).
Questa non è una teoria, è , se si sforza un po’ il termine, un opinione.
La tua risposta sarà basata al 100% su “fatti”, anche se questi fatti non sono necessariamente la risposta alla tua domanda. Questo è un modo valido di pensare - non ottimale, ma è il migliore che hai a disposizione.

Ora, mettiamo caso che tu abbia avuto a che fare con Yuuya e gli altri “concorrenti”, e pensi che Finkel è il miglior giocatore, perchè hai i tuoi buoni motivi.
In questo caso, la tua teoria non è molto forte – stai andando a intuito, ma non sei sicuro. Yuuya ha avuto una stagione migliore di Finkel, anche se non di molto. La tua teoria può essere debole, ma la tua evidenza empirica è altrettanto debole. In questo caso, la differenza nei risultati non dovrebbe essere abbastanza per convincerti che la tua teoria è sbagliata.

Ora, mettiamo caso che io pensi che il miglior giocatore del mondo sia il mio vicino di casa, Josh Smith, perchè ho i miei buoni motivi. Josh è stato a molti tornei, e non ha mai fatto bene. Ora, io ho un opinione, e ho una teoria dietro, ma l’evidenza sovrasta la mia teoria – è più probabile che io stia sbagliando nella mia teoria iniziale, rispetto al fatto che una anomalia statistica sia avvenuta per tutti questi anni di seguito.

Nell’esempio del Blinkmoth Nexus, non vi è nessuna quantità di volte in cui quello scenario possa capitare che mi faccia cambiare idea – io so di essere nel giusto, la giocata da fare a livello probabilistico non è quella di uccidere il tuo Blinkmoth Nexus, e io resterò di quella idea non importa cosa accadrà. Io non posso trovare neanche una spiegazione ragionevole per deviare da questa linea di pensiero, e quindi non lo farò mai.

La forza dell’evidenza empirica
Ora, torniamo indietro alla metafora della moneta che gira per aria.
Io dico che la mia teoria è che esca testa o croce e che è “leggermente” robusta, e non credo ci sia qualcuno che mi voglia smentire.
Immaginiamo, comunque, che se tiro quella moneta 1000 volte, viene testa tutte e mille le volte. Se devo scommettere su cosa uscirà la prossima volta, scommetterei testa.
Scommetterei testa anche se le probabilità non fossero 50/50, ma 49/51 per croce.
Teoricamente , io so che dovrebbe essere 50/50, ma se mille volte è SEMPRE uscito testa, è segnale che c’è qualcosa di strano.

Forse la moneta è truccata?
Forse ha due teste invece di testa e croce?

Non so perché stia succedendo, ma cerco di adeguarmi al flusso degli eventi, perché l’evidenza in questo caso è molto forte, e la mia teoria, seppur forte, non è infallibile.
Non so se la moneta è effettivamente regolare, in fondo.

E allora perché questo non si applica a Magic tutte le volte?
Perché, per cambiare la teoria, hai bisogno di MOLTI più dati rispetto a quelli che di solito hai. In magic, di solito tiriamo tre monete, non un migliaio, e tre non si avvicina per nulla a una deviazione per la quale tu considereresti valido qualcosa contrario alla teoria. Stando così le cose, ci è più utile sapere perché le cose stanno accadendo, rispetto al cosa sta accadendo, in quanto il “cosa sta accadendo” fa parte di un campione troppo piccolo.

A volte, è dura sapere quando la tua evidenza empirica è abbastanza forte. Una delle cose da guardare è il fattore ripetizione. La giocata ha “funzionato” a causa di qualcosa che è successa una volta, o è una cosa che è probabile che si ripeta molte volte? Se tengo una mano con 0 terre e vinco, ovviamente non mi aspetto di pescare un sacco di terre di seguito tutte le volte – non è un evento ripetibile, e quindi non dovrebbe influenzare le mie esperienze future di molto.
Se tengo una mano lenta e vengo travolto da una mano normale, beh, avere una mano normale è invece un esperienza che ha molta probabilità di ripetersi, e quindi dovrebbe pesare di più nelle mie considerazioni.
Io posso aspettarmi quasi con certezza che accada in futuro, e quindi dovrebbe influenzare le mie decisioni.

Quando stavamo playtestando UWR, ad esempio, spesso arrivavamo a late game e perdavamo. Tutte le volte, io pensavo:“Diavolo, questo è atipico. Io dovrei vincere, se la partita va per le lunghe”. A eccezione del fatto che ha continuato a succedere. E quindi forse non era così atipico come pensavo.
Ho deciso di controllare perché accadesse – la causa principale era semplicemente il pescare un sacco di fuffa ( terre, Pillar of Flame, etc) e nessuna [card]Sphinx’s Revelation[/card]. Visto che il mazzo aveva un sacco di fuffa e tre sole Revelation, mi è sembrato un effetto ripetibile – aveva senso che per questo io perdessi partite, e non potevamo bollare questi risultati come anomalie, e quindi dovevamo investigare di più.

E’ inoltre importante sapere quando stai usando l’esempio giusto per le ragioni giuste, perché a volte è difficile da capire quale sia l’esatta correlazione tra due cose.
Per esempio, immagina questo scenario:

Ipotesi: Essere in grado di fare Mana Leak su Squadron Hawk è la cosa più importante nel match up, e quindi UB dovrebbe scegliere di essere on the play.
Fatti: Wafo-Tapa decide di pescare , essendo UB contro UW e wafo-tapa vince più con UB rispetto a chiunque altro, e quindi UB dovrebbe scegliere di essere on the draw.

Il problema, qui, è che la correlazione tra queste due cose e i tuoi fatti non è provata e nemmeno implicita. Non c’è modo di sapere che Wafo-Tapa vince perché sceglie di pescare.
Forse Wafo-Tapa è semplicemente un giocatore migliore degli altri piloti di UB e vince a dispetto di scegliere di pescare. Non importa realmente quante partite Wafo-Tapa giochi - qui il campione non è il punto focale, lo è una correlazione che potrebbe non esserci.

In questo scenario, hai bisogno di analizzare cosa causi la vittoria di quelle partite. Assumendo che la build è la stessa e nessuno stia barando ci sono le seguenti possibili cause:
1) Il fatto che Wafo-Tapa sia on the draw
2) Il fatto che Wafo-Tapa sia il migliore, o cheil suo avversario sia scarso
3) Il fatto che Wafo-Tapa abbia pescato meglio rispetto alle altre persone
Possiamo in qualche modo eliminare la numero 3 perché stiamo esaminando un campione grande, ma abbiamo ancora le variabili 1 e 2, e non sappiamo cosa stia causando questo effetto.
Per averla, dobbiamo isolarle separatamente.
Il modo corretto di farlo sarebbe far giocare a Wafo-Tapa molte partite contro gli stessi avversari on the play e on the draw. Se tutti vincono di più on the draw, allora possiamo ragionevolmente concludere che dovresti preferire essere on the draw.
Se solo Wafo-Tapa vince di più on the draw, allora c’è un altro fattore che causa queste vittorie – c’è bisogno di un analisi più approfondita.

Nota che, anche nello scenario in cui tutti vincono di più on the draw, non significa che pescare sia meglio.
E’ possibile che essendo on the draw sei più portato ad adottare una certa strategia –per esempio più difensiva – che migliora il matchup. Le persone on the play cercando di essere più aggressive, perché sono on the play, e questo non funziona, e quindi vincono di più se stanno on the draw. Forse dovrebbero semplicemente scegliere di essere on the play, ma mantenere comunque un assetto difensivo.

Ovviamente, non c’è abbastanza tempo per testare tutto questo, devi tracciare una linea da qualche parte.
Ancora, dipende da quanto ti fidi della teoria.
Se non hai assolutamente idea se giocare on the draw o on the play sia meglio ( che non è vero comunque, in quanto giocare on the play dovrebbe sembrare meglio in quasi tutte le situazioni, ma immagina che non sia così), allora puoi essere orientato ai risultati: “Wafo-Tapa vince di più on the draw, e quindi sceglierò di pescare".

Se hai un motivo per credere che sia sbagliato, comunque, come perché tu pensi che essere in grado di fare Mana Leak su uno Squadron Hawk sia importante), allora che Wafo-Tapa vinca di più non è una prova abbastanza forte per contraddire la tua convinzione, e vorrai esplorare altre opzioni e analizzare oltre prima di trarre una conclusione da ciò.

Nota che non dico che tu debba farlo. Solo che, se hai un motivo ragionevole e tu vuoi comunque essere orientato ai risultati, tu allora hai bisogno di più risultati. Quando ho affrontato la stessa identica questione, ho scelto di non andare oltre. Ho pensato che la mia teoria fosse così solida che ci sarebbe voluto troppo tempo per acquisire prove (ad esempio risultati) che mi convincessero ad a abbandonarla, e quindi ho semplicemente seguito la teoria e scelto di essere on the play.

Un altro esempio simile viene dalla semifinale del PT di Philadelphia. Sam Black stava giocando Mono Blue shoal (con Inkmoth Nexus/Blazing Shoal/Dragonstorm) e Josh Utter-Leyton stava giocando il nostro big Zoo. Sam aveva fatto testare il matchup a qualche amico, e dopo quelle partite aveva concluso che essere on the draw fosse cosa buona per quel matchup.

Per loro, aveva senso. Potevano concludere che il matchup fosse tutto basato sull’attrito, e quindi la persona on the draw avrebbe avuto un vantaggio. Quindi, se l'evidenza empirica corrobora la loro teoria in qualche modo, che male c’è?
Beh, il fatto è che questa non era una loro teoria. E’ diventata la loro teoria per spiegare il fenomeno che avevano vissuto.
Han fatto quel che ho detto riguardo alla moneta: "Se viene testa 100 volte, allora forse è truccata” invece che “la moneta è truccata – vedi, testa è uscita 1000 volte!” che sarebbe uno scenario completamente diverso.
La loro ipotesi iniziale doveva essere che essere on the play fosse meglio – storicamente è questo il caso per praticamente tutti gli Zoo che affrontano combo ( e in effetti in ogni matchup), e quindi sono sicuro che loro siano partiti da quell’idea, esattamente come io ero partito dal pensare che le probabilità fossero 50/50, perché quella è la normalità.

La nostra teoria era che essere on the play fosse in effetti molto importante perché, a parte le solite ragioni, avrebbe fatto sviluppare a Josh il suo board senza paura di morire come un fesso. Se sam è on the play può aprire le danze con Inkmoth Nexus e allora Josh potrebbe non essere in grado di poter giocare una creatura a turno 1, perché se lo fa e sam ha la combo, lui muore.
Se sam è on the play, può giocare a turno due un Blighted Agent, e josh deve ucciderlo, e quindi non può fare molta pressione. Se Josh è on the play, invece, quel turno speso a uccidere l’agente è seguito da un attacco che faccia 5 danni.
Questo è un argomento molto valido. Per assumere che stiamo sbagliando, avrei bisogno di giocare molte partite. Sicuro, se avessimo giocato 100 partite e la persona on the draw avesse vinto l’80% delle volte, allora sceglierei di pescare, anche se non capissi esattamente perchè.
Ma se avessimo giocato 10 partite? No, grazie. Non penso che gli amici di Sam abbiano giocato 100 partite.
Non penso che abbiano avuto un impatto statistico sufficiente a gettare via qualcosa che ha senso basandosi solo su quelle poche partite. Avevano una ipotesi forte, una evidenza empirica debole contro di essa, e hanno scelto di seguire l’evidenza empirica. E penso che quello fu un errore.

Giudicare le relative forze
“E quindi, se avessero giocato 25 partite?” potresti chiedermi. Beh, non saprei. Non sono uno studente di statistica o di matematica, non saprei calcolare di quante partite hai bisogno. E’ più che altro una questione di come percepisci le cose – se qualcosa ti pare abbia senso, allora non lasciare che un paio di partite cambino le tue convinzioni! La teoria, il comprendimento, questo vale più di qualche risultato.
Se avessi giocato 25 partite di Zoo contro infect e la persona on the draw avesse vinto ogni partita, probabilmente sceglierei di pescare. Se avessi giocato 25 partite e la persona on the draw avesse vinto il 60% di esse,probabilmente sceglierei di pescare.
Ancora, non ci sono numeri fissi per queste cose, hai bisogno di percepire quanto robusta ritieni la tua ipotesi, e quanto è forte l’evidenza empirica.

Prendi, per esempio, il nostro mazzo Esper. Lo abbiamo giocato al PT e , anche se abbiamo fatto tutto quel che potevamo, non è andata molto bene per noi. Io ci ho fatto 2-3. E comunque, penso che il mazzo sia forte – la teoria che ci sta dietro mi convince, dovrebbe essere forte.
E quindi l’ho giocato ancora in Quebec.
E in Quebec ho fatto bene. Ho fatto top64. Ho perso alcune partite che davvero non avrei perso in situazioni normali. Ho pensato che forse non dovrei più giocare quel mazzo, ma ancora non riuscivo a capire perché perdevo. Ancora più importante, non riuscivo a capire perché chiunque altro stesse perdendo con quel mazzo – praticamente nessuno è andato bene, se lo ha portato.
Ho deciso che il campione era troppo piccolo, che la mia teoria era ancora solida, e che le condizioni che mi han fatto perdere non erano fattori ripetibili. Sicuramente non essere mai in grado di poter lanciare Verdict a turno 4 , o pescare 5 terre di seguito in late game non sono condizioni “normali”.
Inoltre, non volevo essere una persona orientata ai risultati. Dopo tutto, uno dei segni distintivi di un grande giocatore è che lui è in grado di fare la giocata corretta 10 volte, perdere a causa di essa 10 volte, e fare la scelta corretta di nuovo l’11 volta.
Questo si applica anche alla scelta del mazzo, anche, e per questo ho continuato a giocare Esper.

Ho giocato Esper ancora al Gp di Rio. Ho fatto di nuovo male, e di nuovo nessun altro ci ha fatto risultato.
A questo punto, sapevo di essere battuto – anche se non sapevo perché tutti perdevano se portavano quel mazzo, sapevo che non avrei giocato di nuovo il mazzo a meno che non avessi trovato una buona ragione sul perché ci perdevo, e su come sistemarla.
A quel punto, ho percepito che i risultati avevano travolto la mia teoria.
Avevo una teoria di medio livello, ma risultati forti contro di essa. Le cose che prima accadevano una o due volte, adesso accadevano più spesso, a troppe persone. Forse il mazzo aveva dei problemi di flooding in late game. Forse aveva un problema coi colori. E quindi , anche se continuo a pensare che Esper sembri un buon mazzo, non penso più che lo sia, almeno non nella versione in cui l’ho giocato.

Quindi, per tirare le somme:
Essere orientati ai risultati è di solito una cosa cattiva. Una percezione teorica di cosa sta accadendo è più importante dei risultati passati, per determinare cosa accadrà in futuro.

Se non hai una teoria o se non ti sembra molto affidabile, allora non hai bisogno di molti risultati per scegliere un modo di giocare . In questo caso, è OK essere orientati ai risultati.

Se hai una teoria ma i tuoi risultati la contraddicono, cerca di giudicarle entrambe.Più forte e più solida è la tua teoria, più hai bisogno di dati affidabili per andarci contro.

Spero vi sia piaciuto,
ci vediamo settimana prossima
PV

-------------------------------------------

PS: Ricollegandomi a quanto detto nell'introduzione, mi permetterò di dire che , nella disputa tra me e Matteo, avevo ragione io.
La mia teoria era che Matteo fosse un babbo, ed essendo che lui ha perso il triangolare di mirror di Canadian risultando il Peggiore della stanza, anche i risultati lo dimostrano :P

Scherzo, Teo, lo sai. Ma sai anche che era troppo che non ero molesto verso di te ;*

Ciao a tutti,
Fabio


Puoi pure non guardare, ma non è possibile che non vedi.
Top
 Profilo  
 

 Oggetto del messaggio: Re: [Traduzione] Paulo Vitor Damo da Rosa -Being result orie
MessaggioInviato: mer 19 giu 2013, 12:09 
Avatar utente
Magic's Godfather

Iscritto il: mar 24 giu 2008, 11:33
Messaggi: 1671
Località: Milano
Mio dio, che articolo.
Molto ben articolato. Preciso.
In realtà non dice cose "mai sentite prima", ma le dice in un modo chiarissimo e mi da molti punti su cui lavorare.
Davvero grazie a te e Paulo (non Pavesi).


Immagine
Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: [Traduzione] Paulo Vitor Damo da Rosa -Being result orie
MessaggioInviato: mer 19 giu 2013, 15:05 
Avatar utente

Iscritto il: dom 4 gen 2009, 17:22
Messaggi: 275
Teorema di Bayes.
La tua probabilità a posteriori di un'osservazione dipende da:
  • Quanto è forte l'evidenza
  • Quanto è forte il tuo prior

Nella fattispecie l'evidenza è debole se
  • c'è poca statistica
  • è solo tangenzialmente rilevante

Il prior può essere più o meno forte a seconda delle motivazioni teoriche. Ad esempio:
  • I removal sono forti contro aggro. Tanti removal => mi sento forte contro aggro. Prior alto.
  • Spinal Villain è forte contro le creature blu. Però è lento. Sarà forte contro merfolk? Possibile, prior basso.

Solitamente le motivazioni teoriche forniscono il prior, le partite giocate l'evidenza. Nel concreto, se con storm perdi 3 volte di fila da lande, è più corretto pensare che sia una fluttuazione statistica piuttosto che tu sia sfavorito.
Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: [Traduzione] Paulo Vitor Damo da Rosa -Being result orie
MessaggioInviato: gio 20 giu 2013, 10:52 
Avatar utente

Iscritto il: dom 26 feb 2012, 15:34
Messaggi: 177
Ciao Albasie!
Articolo davvero interessante :)
Solo rispetto all'autore io credo che ci si debba basare molto piu' sui risultati che sulla teoria. Ovviamente se monto un mazzo su una mia teoria sbagliata (tutti i miei mazzi lo sono :D ) perdero' quasi tutte le partite. Se lo monto con una teoria giusta, probabilmente perdero' qualche partita per sfiga, ma la maggior parte dovrei riuscire a cavarmela.
Per quanto riguarda invece l'esperienza di gioco, anche quella è fondamentale. Ad esempio giusto ieri stavo facendo una partita contro esperblade. Io giocavo un mix tra uno jund e un BUG. Ad un certo punto mi ritrovo nel mio turno con shamano attivo e lui tapped out con una spiga nel cimitero. Passo il turno, lui stappa pesca e passa. Io in eot rimuovo spiga con shamano. Subito dopo mi accorgo dell'errore: dovevo togliergli spia nella mia eot, perche' in questo modo lui avrebbe potuto giocare snapcaster in risposta a shamano e rifarsi la spiga. Alla fine lui snapcaster non lo aveva e ho vinto.
Pero'.... L'esperienza insegna :D
Infatti anche nell'esempio del piroclasma, la giocata giusta per il giocatore 2 era piroclasma e poi attacco di nexus, e lui ne era coscente. Il fatto che abbia vinto per un suo errore non dovrebbe cambiare il suo giudizio: la giocata che ti da' la maggiore possibilita' di vittoria è quella -> fai quella giocata.
Boh ho gia' detto troppe cavolate!
Ciao! :P
Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  

Scrivi un nuovo argomento Rispondi al messaggio Pagina 1 di 1   [ 4 messaggi ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  


Powered by phpBB © 2000, 2002, 2005, 2007 phpBB Group
Style designed by Artemis

Magic the Gathering is TM and copyright Wizards of the Coast, Inc, a subsidiary of Hasbro, Inc. All rights reserved
All art is property of their respective artists and/or WotC

Traduzione Italiana phpBBItalia.net basata su phpBB.it 2010