Personalmente vedo la combo Depths/Hexmage in maniera perfettamente analoga a quella Dreadnought/Stifle: entrambe le combinazioni creano un ciccione immenso, che permette di chiudere la partita in un paio di turni. E fin qui, easy.
Allora, quali sono le differenze? Partiamo pure con quelle ovvie:
Marit Lage è indistruttibile, e potenzialmente chiude in un turno. Non soffre hate artefattosi (primo fra tutti [card]Qasali pridemage[/card], ormai giocato di main in molti archetipi, e [card]Krosan Grip[/card], che lascia spazio a poche risposte). Soffre purtroppo slandi e moon effect, ma la sua sfiga maggiore a mio parere è che [card]Vampire Hexmage[/card] da solo non serve a una beneamata cippa, mentre [card]Stifle[/card] risulta duttile e utilizzabile anche da sola.
Phyrexian Dreadnought è decisamente più fragile e piccino, ma trampla, per inserirlo in mazzo non bisogna giocare una manabase del

, ed è tutorabile di [card]Trinket mage[/card], vantaggio non da poco quando si guarda al mazzo (Dreadstill) nella sua interezza. Insomma, [card]Dark Depths[/card] più forte in teoria: nella pratica constringe a scelte bizzarre e subottimali, rendendo il mazzo meno organico. Detto ciò, al momento preferisco la prima combo, nonostante l'inclusione obbligata delle inutili fattucchiere.
Allora, in che direzione conviene muoversi per avere un mazzo decente? Puntare sull'esplosività, giocando entrambe le combo, sostituendo [card]Dark Confidant[/card] agli [card]Standstill[/card] e aggiungendo un paio di scartini, o rubare lo scheletro di un Dreadstill (quindi Cappa/Balance, e qualche tutore per avere un po' di ridondanza) ed eventualmente aggiungere un terzo colore per una win condition alternativa (Goyf) e una side più varia? Insomma, conviene giocarsela di più come combo o come aggro-control con eventuale chiusura di megaciccione? Aspettando i Depths appena comprati propendo per la prima opzione, ma se qualcuno ha già testato un pochino le due configurazioni è pregato di farsi vivo per qualche consiglio.


Le vin est semblable à l'homme : on ne saura jamais jusqu'à quel point on peut l'estimer et le mépriser, l'aimer et le haïr, ni de combien d'action sublimes ou de forfaits monstrueux il est capable..