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La Nuova “moda” di pattare
ovvero come il mondo si è “Sengirizzato” più del dovuto
Prefazione
Volevo scrivere un articolo in cui si parlasse di cose diverse, tutti i giorni che vedevo “uppare” il post di fish sentivo sempre più il mio cuore cadere, non perché provo odio per il suddetto archetipo, ci mancherebbe, il fatto è che, come ha detto anche Edi (vedo zio che qualcosa di giusto ogni tanto la tiri fuori?),non ci sono discussioni interessanti riguardanti la strategia, decisi allora di iniziare a scrivere la manfrina che state per leggere, con l’intento di smuovere un po’ di pensieri; dapprima mi ero fatto non poche remore, in quanto credevo che questo potesse essere visto come uno stupido groviglio di parole, poi, la svolta, leggo l’articolo de il_Gatsu, mi son detto <<Deh, il mio è inutile, ma mica fino a sto punto!>>, dopodiché perdo l’ultima contro Sengiro, il re della patta, a Piombino per entrare in top, lo stesso giorno vedo Garathiel al 5° turno di swiss essere sull’ 1-1 contro Darth Magnus, andare ai turni e finire per pattare un partita che era già patta; preso dalla follia di una cotale congiunzione astrale decisi di portare a termine ciò che avevo iniziato.
Ringrazio Rocco che, vuoi o no, è la fonte d’ispirazione di un topic di questo genere, diciamo che è come parlare del Sengiro stesso, lol.
Definizione di Patta:
Pattare significa, sostanzialmente, pareggiare, finire il Match sull’1-1, alla fine della swiss, questo tipo di risultato vale un punto, proprio come nel calcio.
Ottenere una Patta:
si può dire patta un match quando nessuno dei due giocatori ha la possibilità per vincere il game decisivo, ciò può essere dovuto alla mancanza di tempo, 50 minuti, oppure alla volontà di entrambi di non giocare, di voler mettersi quindi d’accordo al fine di non arrecare danno ne all’uno ne all’altro.
Perché è di moda Pattare?
Negli ultimi mesi ho potuto notare una strana, quanto mai insana, “moda” di pattare, che ho potuto riscontrare in vari meta che ho avuto il piacere di conoscere. Molti giocatori anche sull’1-0 decidono di fare una patta strategica per accumulare un punticino, magari cercando di essere pairato down, di incontrare quindi un giocatore che ,dovrebbe aver perso un match in più di lui il turno dopo; ci sono poi gli scontri tra amici, lì la patta è quasi sempre un rito, anche io ho fatto una cosa del genere, non lo nego, ad esempio i membri del Legend Team (non me ne voglia nessuno, faccio solo esampi), a meno di momenti importanti, pattano, scelta condivisibile o meno.
La storia ci insegna, per non citare poi la disciplina sportiva, che nell’”era dei tre punti”, il pareggio è quasi una sconfitta, è un limitare i danni, che ,in linea di massima, si legge più come una perdita di qualcosa che il guadagno di un forte punticino che ha fatto, alle volte, comodo a chi si è seduto negli ultimi posti di un figurativo “trono di swiss”.
La stessa storia, sussurrando da dietro l’angolino, continua dicendo che, quasi sempre, l’interrompere il clima partita, è dannoso, per intenderci essere magari sul 3-0, pattare intenzionalmente, riposarsi un’ora, dopodiché risedersi al tavolino e perdere 2 partite di fila, sbam in fondo alla sala; calcisticamente parlando basta buttare un occhio alla partita Fiorentina Udinese, fino primo tempo 1 a 0 per i friulani, dopo il 90° 4 a 2 per i Viola, per non citare il famoso milan, 3-0 alla fine del primo tempo, si fece recuperare di ben 3 reti dai rossi di Liverpoool
Devo dire che lo stesso gioco si presta bene, credo ora più che mai, alla patta, in quanto:
1)Il meta si è rallentato da Giugno, le limitazioni hanno avuto un ruolo importante in tutto ciò, rendendo cioè difficile il fare giocata molto forte di primo, per intenderci meno statistico di prima, per fare un semplice esempio lo stesso “terra-mox-merchant” era una giocata abbastanza normale prima, ora è non dico sbroccata, ma almeno molto fortunata, se vogliamo buttarla in questi termini.
2)L’incredibile spopolare di mazzi palo, quali i fish, cosa che prima era in mano misura, essi danno luogo, in linea di massima, a partite abbastanza lunghe e combattute, proprio per il loro gameplan, basando la loro winnin condition suk beat di creaturine, intelligenti si, ma sempre “ine”.
3)Il nuovo reword di Time Vault, ovvero l’attuazione della tanto cambiata combo “chiave+vault”, il che permette di fare turni infiniti, che in un certo senso si può tradurre, se siamo avanti con i minuti, oppure ai turni, in una via che porta verosimilmente, diciamo alle volte, alla patta (mi rifaccio all’esempio del mio amico Garathiel di prima).
4)La presenza, ora più di prima, di giocatori che mirano a stallare, o perlomeno pensatori di quei cinque secondi di troppo che, accumulati, alla fine dei minuti, contano eccome. Questo non significa di certo che ci sia la volontà dietro allo slow play, ci mancherebbe, magari prima era più facile fare giocata forte e abbastanza telecomandata, diciamo studiata a tavolino, ora ci vuole di più.
Tutto questo elenco di cose mi fa pensare un po’ che l’idea di “raccattare” un punto sia carino, sembra quasi che sia un regalino, come un dono, pattiamo una partita e qualcuno ciu regala un punto a gratis, senza fare fatica, senza romperci le palle di contare fino a dieci spells, di locckare con nmila sferette o di rimanere open per Drain.
Allora dove è il problema? Siamo lenti, meticolosi, oppure abbiamo poco tempo? Abbiamo tra le mani mazzi pieni di “chiodi” (alla Gatsu)? Oppure i nostri antagonisti sono più bravi o più sculati noi? I mazzi palo hanno più hate di quanto i tier sia in grado di aggirare? Oppure ci sono solo pochi giocatori in Italia che hanno il killer istinct e non si fanno le paranoie sedendosi al tavolino?
A questo punto, penso ci starebbe bene un bel discorsetto psicologico, e perché no, filosofico riguardo la natura conservativa dell’essere umano, di come il soggetto cerchi di vedere il bicchiere mezzo pieno nell’oziare e, allo stesso tempo, stipare un mattoncino in più; credo che sarebbe il momento di nominare gente come Freud, parafrasando l’Interpretazione dei sogni, oppure Marx con il suo Capitale, però non sono uno studente di filosofia, ne, tantomano, penso che questo rientri parecchio con il forum dove vado a scrivere, quindi lascio la parola.
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