Intervengo da appassionato di vintage. Il discorso che fanno lord e milos, secondo me è da interpretare nel seguente modo: perchè nelle altre regioni si raggiungono numeri decorosi per il vintage e buoni/ottimi per il legacy, mentre a Roma si incontrano 12 misere anime a giocare T1?
Tempo fa mi è saltato all'occhio un dato che per me ha del clamoroso; In Sicilia (quindi in una realtà senza dubbio più piccola di quella romana, parlando logisticamente), e
senza proxy, c'è mediamente più gente che da noi. Non bisogna essere fenomeni per capire che qualcosa non va, non può essere solo il fatto che il legacy tira più del tipo1...
Non entro nella diatriba vintage vs. legacy (questione interessante quasi come mazzi blu based vs. artefattoso :- > ) anche perchè giocando da una vita a questo gioco, ho provato: vintage, legacy, quello che una volta era chiamato extended, monocomuni quando ancora non esisteva il pauper, doppi, Commander, 3 vs 3, arcobaleni, draft, sealed e chi piu ne ha... e mi sono sempre divertito. Alcune volte, stufo della meccanica o della velocità di un formato, sono passato ad un altro, e tempo appresso ho fatto il viceversa. Sono due formati che mi divertono, per me che gioco da una vita le carte che caratterizzano il tipo1 hanno un appeal incredibile, e gli archetipi sono più o meno sempre gli stessi.
Le carte stampate cambiano nel tempo la bellezza e la varietà dei formati... oggi la situazione è questa ma non è detto che in futuro non cambi ancora.
Il discorso delle proxy in t1 (che mi hanno visto sempre contrario), oggi sono una scelta obbligata per chi organizza tornei per continuare a tenere vivo il formato, però secondo me a lungo andare ha uniformato i mazzi verso i tier1, scoraggiando di fatto i player ad osare, sperimentare, testare, rischiare, cosa che avviene invece in legacy.
Quando il magic arrivò in Italia, ai tornei di tipo1 si andava in un solo modo: con gli spoiler. L'alternativa era prendere legnate a non finire.
Oggi si giocano le proxy e sono inoltre uscite una marea di carte per arginare le broken e giocarsela con archetipi "economici". Esistono inoltre i
premi unspoilered, unpowered, under 16, etc. Insomma... secondo me si potrebbero anche
proporre incentivi per rilanciare il formato (adesso mi riferisco alla situazione in Italia, in generale, non a Roma nello specifico).
Cmq, parlando meramente a livello economico, non sono sicuro che il vintage sia il formato piu caro del gioco, anzi mi spingo ad affermare il contrario. Non conosco lo standard (anche se presumo che il fatto di dover reperire non appena escono tutte le bombe appena stampate abbia un costo), ma il legacy è senz'altro molto caro, anzi è stato proprio col legacy che si sono impennati i prezzi di duals, rare urza, fows, etc.
Un vintage con 15 proxy è probabilmente dispendioso (o economico, fate voi) come un legacy proxyless, ed il kernel di carte necessarie è più o meno lo stesso.
Mi viene da ridere cmq, quando a parlare della presunta dispendiosità del vintage, siano a volte lavoratori che hanno 40x di duals anche se giocano sempre le stesse 8/12, kilotoni di foil e altra roba di prestigio.
Ma caxxo... un mox unlimited costa quanto un mare a bordo nero ormai!!!
...cmq da profano del legacy (ho giocato per qualche tempo maverick), Umbè ma dire che i combo si arginano col gaddok è raccontare una barzelletta!
Concludo dicendo che spero che almeno biggone, che è uno dei giocatori che stimo di più, e Umberto, tornino presto a passare qualche domenica con "noi", anche a costo di prendere qualche tinker sui denti!
Saluti a tutti!
PS: mi vesto da "DeckMaster"

, e vi prego di continuare la discussione tranquillamente come state facendo, senza scadere con insulti o flame!


english-Paxxu ha scritto:
Invokeprejustis, Invokeprejudis....beh, io l'ho sempre chiamato solo Invoke