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 Oggetto del messaggio: [Strategy] Cosa apprendere dai Campioni del Mondo...
MessaggioInviato: lun 22 ott 2012, 18:58 
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COSA IMPARARE DAI CAMPIONI DEL MONDO DI SCACCHI

Il presente articolo nasce dall'esigenza di raggiungere quota 1 nella famosa casella per restare deckmaster (in effetti, non esattamente il massimo come motivazione iniziale per chi si fosse aspettato un certo livello di entusiasmo... :'| ma che ci volete fare, come articolista sono tendenzialmente pigro :-D).
Alla ricerca di un argomento interessante e che uscisse un pochino dai binari del “già visto, già sentito”, ad un certo punto avevo pensato (e proposto in sezione deckmaster), un articolo basato sul sistema di preparazione ai tornei di un Campione del Mondo di Scacchi degli anni 1950-60: Mikhail Botvinnik.
Poi l'entusiasmo è arrivato (“perchè limitarsi ad un solo Campione”, mi sono detto...) e così ho allungato “leggermente” l'articolo rispetto alle intenzioni iniziali... :-D
Ma è davvero possibile che conoscere l'opera di giocatori molto forti di un altro gioco (che a prima vista sembrerebbe avere poco a che fare con Magic) possa essere utile?
Premesso che a mio giudizio qualsiasi gioco può essere scomposto in elementi-base e che avevo già cercato di trattare l'argomento in questo articolo (http://www.tipo1.it/forum/viewtopic.php?t=22243), giudicate voi...

PAUL MORPHY (USA)

Benché non sia un campione del mondo “ufficiale” (all'epoca il titolo ancora non esisteva, o meglio, nessuno ne aveva ancora rivendicato la paternità), e abbia giocato solo per due anni, Morphy fu sicuramente, e di gran lunga, il giocatore più forte del suo tempo.
Sconfisse tutti i Maestri dell'epoca, e non perse mai un match.

La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Morphy
La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=16002
(E' da notare che è il Maestro con la più alta % di punti in relazione alle partite giocate, con un terrificante 84,6%!)
La sua partita più famosa (questa è proprio da vedere. In confronto, come fuochi d'artificio, Italia-Germania 4-3 è stata una partita di merda... :-D)
http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1233404
Purtroppo si ritirò dal gioco attivo ad appena 22 anni (!!!) di età, altrimenti avrebbe sicuramente donato al mondo ulteriori capolavori.
Cosa ha portato come contributo al gioco questo eccezionale Grande Maestro?
Morphy fu un Maestro assoluto nel valorizzare il fattore tempo rispetto al materiale (probabilmente sarebbe l'eroe di Blasi aka Spartan117 :-D), il suo gioco si basava sul mettere velocemente in gioco i pezzi, preferibilmente in posizione aggressiva, non esitando a sacrificare materiale in decisioni anche apparentemente paradossali se riteneva che il suo vantaggio di sviluppo garantisse un sufficiente compenso.
Era aiutato in questo da una precisione di calcolo assoluta e da essere stato uno dei Maestri più veloci della storia come cadenza di gioco (là dove gli avversari perdevano anche ore su una singola mossa -all'epoca l'orologio da scacchi non era stato ancora introdotto- Morphy non impiegava mai più di 5 minuti).
Per fare un esempio pratico (estremizzo volutamente in quanto esempio didattico): se state giocando un mazzo tempo e questo deve essere il fattore predominante su tutti gli altri, compreso il materiale, anche una mossa apparentemente assurda come giocare una FoW in apertura su un manadork avversario può essere una decisione tatticamente giustificata: si cede materiale (svantaggio carte di 1x2 per un pulcioso 0/1) per impedire lo sviluppo dell'avversario e proseguire nel proprio.
Cosa ci ha insegnato: scoperta dell'importanza del fattore tempo e calcolo preciso prima di cedere materiale.

WILHELM STEINITZ (Austria)

Il primo Campione del Mondo ufficiale (si autoproclamò tale dopo avere vinto il match del 1866 con Anderssen).

La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Steinitz
La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=10421 (da notare cmq la differenza % di rendimento rispetto a Morphy).

Nato come giocatore d'attacco e iperbrillante (nei primi anni di carriera veniva chiamato “il Morphy austriaco”), con il tempo comprese che lo sviluppo del proprio giocato deve assecondare le esigenze della posizione e creò così la scuola classica del gioco.
Secondo lui ogni sconfitta era dovuta ad un errore del difensore e molti dei brillanti attacchi in voga a quell'epoca non avrebbero avuto successo con un'accorta e precisa difesa (per inciso: tutto vero).
Viceversa affermava che il giocatore in vantaggio fosse obbligato ad attaccare, pena la perdita del vantaggio acquisito.
Applicò con grande coerenza i suoi metodi alle sue partite, perdendo anche parecchi punti per strada pur di giocare nel “suo” modo e dimostrare così la correttezza delle sue teorie.
Gli esempi applicabili a Magic sono possibili: quante volte una partita “vinta” è stata compromessa perché il giocatore che aveva raggiunto una posizione di vantaggio, invece che cercare di chiudere la partita in tempi brevi non ha saputo concretizzare in tempi brevi il vantaggio acquisito ed ha finito poi col perdere? (Su quest'ultimo punto l'esempio pratico che calza meglio è un mazzo di controllo vs. Combo. Quante volte mi è capitato di assistere ad un giocatore di controllo così compiaciuto nel suo crogiolarsi nella sua apparentemente sicura board position e che poi si beccava regolarmente in faccia una improvvisa chiusura da parte di combo...).
Cosa ci ha insegnato: giocare secondo lo spirito della posizione, senza forzarla. Cercare ogni possibile risorsa difensiva se si è in svantaggio, attaccare se si è in vantaggio, pena la perdita del vantaggio acquisito.

EMANUEL LASKER (Germania)

Secondo Campione del Mondo nonché tutt'ora detentore del record di longevità come Campione (mantenne il titolo per 27 anni).

La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Emanuel_Lasker
La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=19149

Fu un magnifico giocatore pratico e ebbe il grande merito di introdurre l'aspetto psicologico nel gioco.
A Lasker non importava tanto che una mossa fosse bella od armonica, l'importante è che fosse efficace, nonché particolarmente molesta per l’avversario di turno. Per capire meglio quest’ultimo punto, va detto che era molto ben preparato nel conoscere il gioco di tutti i suoi avversari (anche se va aggiunto che in ciò era aiutato dal fatto che allora il mondo scacchistico era molto più piccolo di oggi), cosa che gli permetteva un approccio “psicologico” al gioco: Lasker era capace di non giocare la mossa oggettivamente più forte, quando quella che era più sgradita all'avversario (se l'avversario era “posizionale “ e pacifico tendeva ad inasprire il gioco, se l'avversario era un attaccante combinativo Lasker inaridiva volutamente il gioco cambiando i pezzi e togliendo così interesse alla posizione per il proprio avversario, etc.).
Famosa la sua vittoria nei confronti della “macchina da Scacchi” Capablanca nel torneo di Pietroburgo del 1914: Lasker entrò in una tranquilla variante di cambio della partita spagnola, cambiando man mano i pezzi senza che la partita sembrasse mai uscire dai binari di una noiosa patta (cosa di cui si convinse anche Capablanca), Capa si rilassò e Lasker, al momento opportuno, zitto zitto, riuscì a servire al cubano una bella posizione persa su un piatto d’argento, completando in tal modo la propria rimonta (era 1,5 indetro rispetto a Capa a due truni dalla fine, e negli scacchi la vittoria dà 1 punto, la patta 0,5) e vincendo così il torneo in solitaria.
Cosa ci ha insegnato: Avere sempre elasticità mentale, essere sempre pronti a cambiare in corsa, a pasare rapidamente da mentalità offensiva a difensiva e viceversa, non vergognarsi di adottare anche soluzioni “grezze” o poco “eleganti” (ha senso attaccare perdendo parecchie delle proprie creature, se al giro dopo probabilmente vinceremmo) e trattamento psicologico del game (bluff, piani di gioco fastidiosi per l'opponent, etc.).

JOSE' RAUL CAPABLANCA (Cuba)

Forse il talento naturale più grande di tutti (imparò a giocare a 4 anni guardando il padre giocare una sola partita contro un amico di famiglia, immediatamente dopo sfidò il padre... e vinse! Niente male come biglietto da visita...)
La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Ra%C3%BAl_Capablanca
La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=47544

Un genio assoluto ed un talento naturale pazzesco, perse inaspettatamente il titolo nel 1927 contro Alekhine, che gli era inferiore come classe pura ma aveva una capacità di lavoro 100 volte superiore, mentre il cubano aveva un temperamento troppo “pacifico” (una rapida patta ed una corsa per andare a fare una partita di tennis era per lui una prospettiva piacevole, là dove per Alkhine, con la sua feroce voglia di vincere, un simile approccio ad una partita sarebbe stato semplicemente inconcepibile).
Paradossalmente l'insegnamento che si può trarre da Capablanca non deriva dalle sue vittorie (ed infatti non ebbe allievi, come si può copiare il gioco di un genio?), quanto dalla sua sconfitta più importante (la perdita del titolo mondiale): "non si può tenere il meglio di sé sotto una campana di vetro per tirarlo fuori al momento opportuno pretendendo che il proprio talento basti a risolvere qualsiasi situazione" (Adolf Anderssen*). Qualsiasi gioco è fatto anche di studio, applicazione, test. Sedersi sugli allori quando si è benedetti da un talento naturale è tanto più grave rispetto a chi con quel talento non è nato, perché significa sprecare il proprio dono.
Rimane il suo notevole record di sconfitte: perse, in tutta la sua vita, solo 35 partite. Se si considera che 7 gli furono inflitte da Lasker e 8 da Alekhine (con entrambi chiuse in pareggio il conto delle vinte/prese), per tutti gli altri scacchisti del suo tempo non c’è mai stata molta trippa per gatti nell’incontrare Capablanca…
Cosa ci ha insegnato: Senza tanto e tanta applicazione, anche il giocatore più dotato del mondo può perdere da un avversario oggettivamente meno forte.

* Piccola parentesi su Anderssen (Germania): perse un memorabile match con Morphy (dopo quest'ultimo, all'epoca Anderssen era il giocatore più forte del mondo) ed è ricordato sopratutto per due sue partite semplicemente meravigliose dove sacrificò praticamente tutti i pezzi per arrivare al matto.
"L'Immortale": http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1018910
"La Sempreverde": http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1018961

Enjoy :-D

ALEXANDER ALEKHINE (Russia / Francia)

Da molti ritenuto il più grande talento combinativo della storia (quantomeno prima dell'avvento di Tal e Kasparov), era un giocatore molto dotato ma sicuramente molto meno di Capablanca a livello naturale.
Come stile personale Alekhine è classificabile senz'altro come giocatore d'attacco, anche se in realtà sarebbe più corretto affermare che aveva un suo stile particolare, che lo portava sempre in posizioni complicatissime, dove lui si trovava benissimo e provava un autentico piacere nel giocarle, mentre molto spesso gli avversari si smarrivano (ricorda qualcosa? :D).
Ciò che lo rese un giocatore assolutamente speciale e gli consentì di battere il cubano in un epico duello a Buenos Aires nel 1927 furono una intensità ed ferocia sia di gioco che di preparazione assolutamente uniche e che non avevano avuto precedenti fino ad allora.
Un paio di aneddoti illuminanti.
Una sera, a Parigi, ad uno spettacolo al Mulin Rouge stavano assitendendo sia Capablanca che Alekhine.
Capablanca (grandissimo donnaiolo) si mangiava le ballerine con gli occhi e riuscì a concordare un “incontro galante”post-spettacolo, viceversa Alekhine per tutta la durata dello spettacolo si limitò a gettare solo qualche occhiata distratta al palcoscenico, preferendo dedicare la propria attenzione, per la maggior parte del tempo, alla propria scacchierina portatile...
Durante il famoso match, vittima di un fortissimo mal di denti, Alekhine preferì farsene estrarre ben 8-10 (!) piuttosto che prendere qualche antidolorifico che avrebbe annebbiato le sue prestazioni.
Per dirla con le parole di Esteban Canal (un Grande Maestro peruviano naturalizzato italiano, dalla prosa piacevole e brillante) "... persino la buona mamma Fortuna, che sempre aveva sorriso a Capablanca, si ritirò impaurita davanti a quell'ossesso, e la vittoria fu di Alekhine"
Va detto che Alekhine si guardò bene dal concedere mai un match di rivincita al cubano (allora si poteva, in quanto il titolo veniva considerato "proprietà personale" del Campione), sapeva che contro un Capa preparato a dovere avrebbe probabilmente perso.

La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_Aleksandrovi%C4%8D_Alechin
La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=10240

Cosa ci ha insegnato: Niente arriva per caso. E' certamente importante e sicuramente aiuta essere dotati di un talento naturale, ma in qualsiasi attività il risultato finale è direttamente correlato all'impegno profuso. Se si vuole emergere ad alto livello bisogna per forza di cose investire molte ore di duro lavoro ogni giorno. Quanto questo valga la pena è lasciato alle personali valutazioni del singolo individuo. Inoltre, parlando di stile di gioco ed applicando anche qui un parallelo con Magic: cercare di giocare mazzi che si confacciano al vostro stile di gioco. Giocare un qualcosa che si predilige e per il quale si prova piacere di gioco a volte può essere una scelta migliore che netdeckare qualcosa che non è nelle proprie corde e con cui si performerebbe meno.

MAX EUWE (Olanda)

Un ottimo giocatore, ma probabilmente il più debole di tutti i campioni del Mondo.
Eppure fu lui, incredibilmente, a strappare il titolo ad Alekhine, sebbene di un solo punto (su un match di 30 partite).
Personalità poliedrica ed affascinante, Euwe riusci nella difficile impresa di riuscire ad essere un Grande Maestro di scacchi (e campione del Mondo) pur non diventando mai professionista, professore di matematica, atleta, aviatore, pugile a tempo perso... e tutto questo in una sola vita! Niente male davvero… riusciva a conciliare tutte queste attività con una grande organizzazione mentale, una logica ferrea ed una rigorosa scomposizione delle ore della propria giornata.
Autentico gentiluomo sia negli scacchi che nella vita, con un innato senso della sportività, era un dilettante (mentre Alekhine er aun professionista), ma quando ebbe la sua occasione per lottare per il titolo la sfruttò al meglio, preparandosi coscienziosamente al meglio delle proprie possibilità, benché fosse consapevole di non avere quasi speranze riteneva fosse suo dovere morale nei confronti del pubblico degli scacchi prepararsi al meglio delle proprie possibilità, in modo da avere la coscienza tranquilla.
Viceversa Alekhine era in un periodo in cui era ormai convinto che sulla scacchiera gli fosse possibile fare qualsiasi cosa (oltre a qualche problemino di troppo con l'alcol), dopo essere partito col turbo nel match inanellando una serie di vittorie, sottovalutò vistosamente l’avversario, giocò obiettivamente male parecchie partite del match e perse.
Davide aveva sconfitto Golia.
Nel match di rivincita un Alekhine completamente diverso, nuovamente motivato e preparto al meglio si presentò alla scacchiera e per Euwe non vi fu scampo: 10-4. Ma questa è un'altra storia...

La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Max_Euwe

La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=10706

Cosa ci ha insegnato: Non importa chi abbiate davanti, non importa se voi non siete nessuno e state giocando con Kai Budde, il "dovere" di ogni giocatore è mettercela tutta preparandosi al meglio e cercando di sfruttare tutte le possibilità, a volte il risultato potrebbe essere sorprendente (cosa tanto più vera in un gioco come Magic dove la componente aleatoria è sicuramente più elevata che negli scacchi). Se cominciate a giocare convinti di non potercela fare, avete già perso. Crederci sempre.

MIKHAIL BOTVINNIK (URSS - Russia)

Lo "scienziato" degli scacchi.
Ottene il titolo mondiale vacante (Alekhine era morto esule in Portogallo nel 1946) nel torneo ad inviti organizzato dalla FIDE nel 1948.
Ebbe il grande merito di essere il primo ad avere un approccio scientifico al gioco anche fuori dalla scacchiera.
La sua preparazione avveniva oltre che ovviamente sul repertorio di aperture e sullo studio degli avversari, non solo a livello mentale ma anche fisico, con tanto sport ed una perfetta forma fisica.
"Mens sana in corpore sano" non è un detto campato per aria :-p
Nel gioco si atteneva alla pura logica ed era un camaleonte (come già lo fu Lasker a suo tempo) nell'adattare il proprio stile di gioco a quello dell'avversario, scegliendo quello a lui meno congeniale.
Non a caso fu il Campione del Mondo che mantenne il titolo per più anni dopo Lasker e che, malgrado due sconfitte (con Smyslov prima e col magico Tal poi), riuscì sempre ad aggiudicarsi i match di rivincita.

La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Michail_Moiseevi%C4%8D_Botvinnik

La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=11207

Cosa ci ha insegnato: Leggere continuamente report di devasto alcolico e serate brave seguite da un torneo è sicuramente divertente, a livello di risultati sul lungo periodo probabilmente lo sarà un pò meno. Capablanca se lo poteva permettere dall'alto della sua classe (e cmq anche lui perse il titolo), ma se la vostra intenzione è di riuscire a fare risultati continuativi ad alto livello, oltre alla ovvia preparazione al gioco, anche la forma fisica, una mente riposata, un buon sonno, attività fisica per ossigenare il cervello etc. sono tutti elementi che non potete fare a meno di prendere in considerazione e che andranno ad incidere sul risultato finale.

VASSILY SMYSLOV (URSS – Russia)

Un giocatore che più che calcolare le posizioni, “sentiva” come già Capablanca prima di lui, a livello intuitivo, quali potevano essere le mosse più “armoniche” con lo spirito della posizione.
E’ difficile spiegare in cosa consista il “senso dell’armonia” in campo scacchistico, direi che si può correlare tranquillamente alla musica (ed infatti Smylsov fu anche un ottimo cantante lirico ,tanto che ad un certo punto della sua vita avrebbe potuto intraprendere anche questa professione. Poi scelse gli scacchi) e la matematica.
Per ben tre volte disputò un match per il titolo mondiale contro Botvinnik: il primo fu pari (e, secondo regolamento, il titolo restò al Campione, ossia Botvinnik), il secondo lo vinse ed infine venne sconfitto nel match di rivincita.
Smyslov fu un giocatore classico, giocava secondo i dettami della posizione (secondi gli insegnamenti di Steinitz) ma usando come bussola per orizzontarsi il proprio intuito ed il proprio senso dell’armonia (come già Capablanca prima di lui), vivendo una vita serena e tranquilla senza eccessi, cosa che gli permise di rimanere un ottimo giocatore a livello competitivo anche in età avanzata: i duelli con Botvinnik sono degli anni ’50 del secolo scorso, poi lo ritroveremo a sorpresa come sfidante di Kasparov nei quarti di finale del torneo dei candidati al Titolo Mondiale… nel 1984! Una longevità agonistica soprendente (come già Lasker prima di lui).

La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Vasilij_Va ... 8D_Smyslov
La pagina su Chessgames: http://chessgames.com/player/vasily_smyslov.html

Cosa ci ha insegnato: Alcuni giochi hanno un proprio “ritmo”, una geometria, un’armonia che se si è in grado di cogliere, si è poi avvantaggiati nel cercare praticare al meglio. Non tutti nascono artisti, ma possiamo cercare di “allenare” il nostro “senso dell’armonia” (o geometrico) in molti modi, come per esempio con la musica. Alcuni studi hanno dimostrato come giocare ascoltando musica, specialmente musica classica, aumenti le prestazioni nel gioco

MIKHAIL TAL (URSS – Lettonia)

Detto “il Mago di Riga”, fu probabilmente il più grande attaccante di tutti i tempi, secondo molti Grandi Maestri superiore persino a Morphy ed Alekhine come forza combinativa.
In un’epoca in cui l’approccio razionale, scientifico, freddo e rigoroso di Botvinnik aveva fatto scuola e si era imposto, Tal riportò indietro di cent’anni le lancette dell’orologio.
Con lui tornò prepotentemente alla ribalta il romanticismo e gli attacchi alla baionetta di Anderssen e di Morphy.
Tal sacrificava in lungo e in largo, facendo saltare in aria difese che parevano imperforabili, ed anche se i suoi sacrifici a volte erano scorretti, i suoi avversari, troppo abituati ad un gioco “classico” e “tranquillo”, non ce la facevano a reggere la pressione: aggrediti da quell’uragano sbagliavano e finivano travolti.
“Non fare così tanti sacrifici!” Gli rimproveravano (i suoi primi insegnanti, poi i responsabili delle sue squadre ed infine quelli della Federazione scacchistica sovietica).
Ma Tal continuava a scagliare i suoi pezzi contro le difese avversarie, e gli avversari continuavano a perdere.
La sua ascesa su rapidissima: Grande Maestro “saltando” il passaggio di Maestro Internazionale (caso unico nella storia degli scacchi), vincitore di due Campionati Sovietici consecutivi (e poi, in totale, di 6, record condiviso con Botvinnik) in un’epoca in cui il 90% dei forti grandi Maestri si concentrava in Unione Sovietica (tant’è vero che, nel 1970, in un memorabile match amichevole si disputò URSS-Resto del Mondo… con la vittoria dell’URSS. In quale altro sport sarebbe stato possibile?) ed infine, sfidante per il titolo mondiale a 23, stracciando Botvinnik con un gioco pazzesco, fatto di arditi sacrifici e di scontri all’ultimo sangue.
Alcuni aneddoti sono obiettivamente spassosi: “… mentre analizzavo la posizione (NB: era una partita del match per il Campionato del Mondo) mi resi conto che se avessi giocato secondo la posizione la partita sarebbe andata per le lunghe e quindi non sarei riuscito a fare in tempo ad andare a teatro con mia moglie, mentre se avessi giocato una mossa antiestetica, antiposizionale e rischiosa, probabilmente avrei perso, ma se Botvinnik non avesse trovato subito la giusta difesa avrei potuto vincere in tempi brevi. Giocai la mossa rischiosa”.
In quella partita Botvinnik finì disintegrato e Tal fece in tempo ad andare a teatro con la moglie.
Un adorabile folle ^^
L’anno successivo perse il match di rivincita con il “vecchio” Botvinnik (24 anni Tal, 46 Botvinnik) e non lo riconquistò mai più.
Le spiegazioni sono molteplici: quel suo gioco così dispendioso che richiedeva un fisico d’acciaio ed una salute che lui non aveva (nato con 3 dita soltanto alla mano destra, dopo avere vinto il titolo si ammalò alle reni, gliene venne asportato uno e per tutto il resto della vita fu soggetto a continui ed inattesi ricoveri in ospedale. E poi, il suo stile vita, sempre al massimo. Sposato tre volte, forte bevitore e fumatore, mai capace di stare fermo… una volta, su consiglio dei medici, si prese una vacanza in una dacia su un lago, dopo tre giorni non ce la fece più e fuggi per andare a disputare un torneo. Questo dispendio incredibile di energie non poteva non richiedere un tributo).
A dispetto del suo stile iper-rischiosissimo, Tal mantiene ancora, del tutto inaspettatamente, il record della striscia continua del maggior numero di partite (a livello magistrale) senza sconfitta: 95.
La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Michail_Ne ... C4%8D_Tal'
La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/player/mikhail_tal.html
Cosa ci ha insegnato: Al di là del grande talento e delle impressionanti capacità di calcolo combinativo (una volta una confutazione di un sacrificio di Tal venne trovato solo dopo 30 anni dalla partita!), la sua eredità è stata che, per quanto possiamo partire svantaggiati nel grande gioco della vita (prendete per esempio anche un Oskar Pistorius), se ci mettiamo la passione, l’amore per il gioco, l’incanalare tutte le energie, le speranze e l’entusiasmo della gioventù per raggiungere il proprio obiettivo, il tutto condito da una grande gioia di vivere (Tal fu sicuramente il Grande Maestro più amato sia dal pubblico che dai colleghi), allora qualsiasi risultato è possibile, e a volte può anche essere raggiunto. Ascoltate chi ha più esperienza, ma non abbiate timore di andare per la vostra strada, a dispetto degli accademici e dei critici. Il nettare dell’eventuale vittoria sarà molto più dolce..

TIGRAN PETROSJAN (URSS – Armenia)

Petrosjan fu invece probabilmente il più forte difensore di tutti i tempi: possedeva uno stile profondo, enigmatico, inimitabile e iper-difensivo fino al paradosso (ed infatti non ebbe seguito). Gli altri Grandi Maestri non lo capivano (compreso Botvinnik che, dopo avere perso il titolo, questa volta in via definitiva, contro Petrosjan disse che “… non sono riuscito a comprendere il suo gioco”.
Come già Capablanca prima di lui aveva un temperamento tendenzialmente pacifico, che ne faceva un giocatore da torneo medio (non si vincono troppi tornei facendo una montagna di patte) ma un eccezionale giocatore da match 1v1.
La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Tigran_Var ... _Petrosjan
La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=16149
Cosa ci ha insegnato: Come Tal prima di lui, anche se in direzione diametralmente opposta (amore assoluto per la difesa invece che per l’attacco), l’importanza di credere nel proprio stile senza farsi influenzare dai critici (e furono davvero tanti). Inoltre, Petrosjan fu il primo ad intuire che in non tutte le fasi della partita un giocatore ed il proprio avversario avranno lo stesso livello di attenzione (va da sé che all’inizio di una partita si presume che uno sia fresco e riposato, mentre magari dopo 5 ore di gioco qualche problemino di concentrazione lo possa avere…), ragion per cui fece proprio lo stile fisico di preparazione di Botvinnik (con tanto sport, soprattutto nuoto) ma con la novità di applicare volutamente una certa strategia “lenta” nell’ambito della singola partita. Petrosjan era bravissimo a far sì che il gioco si sviluppasse al rallentatore, come in un pantano, e che la tensione massima venisse raggiunta sulla scacchiera verso la 4°-5° ora di gioco, ovvero quando l’avversario era plausibilmente abbastanza stanco mentre lui, grazie alla preparazione fisica e mentale (giocare sempre in un determinato modo ti abitua mentalmente, mentre l’avversario difficilmente avrà lo stesso tipo di “scudo” mentale) era spesso ancora fresco come una rosa..

BORIS SPASSKY (URSS – Russia / Francia)
Con Spassky nasce il prototipo del giocatore “moderno”, dallo stile “universale”.
C’è molto da imparare da ques’uomo.
Innanzi tutto lui come persona era molto emotiva, cosa che è un intralcio per giocare ad alto livello.
Ha dovuto lavorare molto e molto duramente su sé stesso a più livelli: non solo tecnico, ma anche e soprattutto mentale, dove è riuscito ad acquisire una invidiabile stabilità emotiva e psicologica.
Il risultato finale è stato un giocatore dallo stile potente, dinamico, forte sia in attacco che in difesa, pronto ad adattarsi al gioco dell’avversario per scegliere le linee a lui meno congeniali (come già Lasker a suo tempo), che fossero aride o complicatissime non gli importava.

Ecco quella che ritengo la sua partita più bella, dove strapazza Larsen in appena 17 mosse: http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1128831

Dopo un primo match per il titolo mondiale perso vs. Petrosjan nel 1966, non si fece scoraggiare e si ripresentò 3 anni dopo, nel 1969, riuscendo finalmente a sconfiggere il “ferreo Tigran”.
Protagonista nel 1972 del “Match del secolo” che lo vide opposto all’americano Bobby Fischer, un incontro carico di significati anche extrasportivi (ricordiamoci che si era in piena guerra fredda), venne sconfitto ma il mondo intero ebbe modo di apprezzare la tranquilla signorilità con cui accettò la sconfitta .
La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Vasi ... D_Spasskij
La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/player/boris_spassky.html
Cosa ci ha insegnato: Fondamentalmente a non fossilizzarsi su un unico stile: giocare sia in attacco che in difesa aiuta meglio a comprendere entrambi i meccanismi col risultato di trovare più facile il compito quando ci si cala nell’uno piuttosto che nell’altro ruolo. In Magic chiaramente il suggerimento è di giocare tutte le tipologie di mazzo (aggro, aggro-contrl, control e combo) di modo da acquisire, oltre ad una maggiore elasticità mentale, anche utili conoscenze sui punti di forza e di debolezza di ciò che affronteremo poi in torneo. Inoltre, Spassky introdusse negli scacchi quello che è un elemento tipico del poker, vale a dire il sapere contenere le proprie emozioni per evitare di dare informazioni aggiuntive all’avversario. Per usare le parole di Bobby Fischer: “Spassky siede alla scacchiera con la stessa imperturbabile espressione, sia che stia dando matto o che lo stia ricevendo. Giocando contro di lui, se lascia un pezzo in presa, non saprete mai se sia una cappella o piuttosto un sacrificio incredibilmente profondo”. Venendo a Magic, inutile sottolineare come quasi sempre un osservatore attento possa sapere esattamente cosa ha appena pescato l’avversario (se un topdeck interessante o un’inutile terra) semplicemente osservandone la mimica corporea.

BOBBY FISCHER (USA - Islanda)

Il giocatore più famoso in assoluto, anche al di fuori della cerchia degli appassionati.
Nonché il più forte di tutti i tempi.
Fischer è la dimostrazione di cosa può una volontà di ferro se sposata ad un buon talento in un qualsiasi campo.
Già da ragazzo si sapeva che sarebbe diventato qualcuno grazie a questa meravigliosa partita vs. il Grande Maestro Donald Byrne che venne prontamente ribattezzata "la partita del secolo":

http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1008361

Grande Maestro a 14 anni (all’epoca record assoluto), appena ebbe l’età legale per farlo (16 anni) lasciò la scuola con la seguente motivazione: “preferisco essere uno dei 10 giocatori di scacchi più forti del mondo e diventare Campione del Mondo, che essere uno delle migliaia di diplomati”.
Difficile avere le idee più chiare di così a quell’età…
Per associazione di idee viene spontaneo il paragone con Achille, al quale, quando chiesero se voleva una vita lunga e felice ma comune e morire giovane ma in gloria, non ebbe dubbi sulla risposta da dare...
Nel corso del tempo ottenne vari risultati straordinari in torneo, tra cui vincere tutti e 8 i Campionati degli USA cui prese parte (tra cui un “perfect” con 11 su 11 nel Campionato del 1963-64) e un 19 su 22 nel 1° Campionato del Mondo Lampo (non ufficiale).
Uomo complicato e testardo, arrivò al titolo mondiale solo a 29 anni (principalmente per il suo carattere assolutamente refrattario a qualsiasi compromesso), ma quando ci arrivò… lo fece a “suo” modo, ovvero con una serie di risultati eclatanti, che gli fecero guadagnare titoli a 9 colonne sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo e che non sono mai più stati eguagliati: in un gioco dove circa il 50% delle partite terminano con una patta, rifilò 6-0 a Mark Tajmanov (un quotato Grande Maestro sovietico) nei quarti di finale dei Candidati al Titolo Mondiale, un altro 6-0 al danese Bent Larse (all’epoca l’altro grande giocatore occidentale), 6,5-2,5 all’”imbattibile” ex-Campione Tigran Petrosjan ed infine, nel match per il titolo, 12,5-8,5 su Boris Spassky.
La biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Bobby_Fischer
La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=19233
Cosa ci ha insegnato: ”La forza del singolo”. Fischer dimostrò che un sinolo individuo, naturalmente portato (aveva un Q.I. di 180), con le sue sole forze e con una enorme volontà e capacità di lavoro può ottenere qualsiasi risultato. Lavorava tra le 10 e le 14 ore al giorno sugli scacchi, lavorava da solo e senza secondi e come precisione di analisi era superiore a qualsiasi altro giocatore (Tal diceva che le analisi di Fischer erano migliori di quelle tutta la squadra sovietica in consultazione). Principalmente è diventato il giocatore più forte di tutti i tempi per una terrificante forza pratica, e per l’avere saputo unire allo stile universale di Spassky una preparazione casalinga fatta di tanti sacrifici (Spasskyin era molto più pigro e si sapeva godere la vita). Tradotto in Magic, ecco la ricetta vincente: se siete naturalmente portati per il gioco (dote già rara), avete il coraggio/incoscienza di volere fare i professionisti, voglia di testare tutti i mazzi possibili e immaginabili in qualsiasi formato competitivo per un enorme numero di ore al giorno, i risultati dovranno per forza di cose arrivare. La qualità della vita in generale ne risentirà perchè non ci sarà molto spazio per altri passatempi, ma è il prezzo da pagare per diventare i numeri 1.

ANATOLY KARPOV (URSS - RUSSIA)
e
GARRY KASPAROV (URSS - RUSSIA)

Fondamentalmente due facce della stessa medaglia, benchè con stili opposti: classico e "Capablanchiano" Karpov, potente e dinamico come Alekhine Kasparov.
La loro è stata la più lunga e feroce rivalità di tutta la storia dei cambionati del mondo, con 5 match per il titolo disputati e una stratosferica supeiorità su tutti i loro contemporanei.
Eppure, in un certo senso, la dimensione degli scacchi "individuali" è terminata con Fischer.
Fischer lavorava da solo, per i vari match per il titolo, sia Karpov che Kasparov tra secondi, analisti, staff, varie ed eventuali, arrivarono anche ad avere uno staff di 50 persone alle rispettive dipendenze.
Va da sè che esistono chiaramente i meriti individuali e l'enorme talento, nonchè il sapere gestire un team, ma almeno ai miei occhi, la preparazione di Fischer ed i suoi risultati sono stati più merito del singolo.

La biografia di Karpov: http://it.wikipedia.org/wiki/Anatolij_E ... %8D_Karpov

La pagina su Chessgames: http://www.chessgames.com/perl/chessplayer?pid=20719

La biografia di Kasparov: http://it.wikipedia.org/wiki/Garri_Kimo ... D_Kasparov
La pagina su Chessgames: http://it.wikipedia.org/wiki/Garri_Kimo ... D_Kasparov

Cosa ci hanno insegnato: Tante teste pensano meglio di una. Un team operativo di alto livello è un vantaggio vincente rispetto a chi lavora da solo (venendo a Magic, persino un Kai Budde, malgrado il suo immenso talento, deve buona parte dei propri risultati alla fortuna di avere potuto testare con regolaritàun team di giocatori molto forti. Per Kasparov aggiungiamo anche il merito di avere iniziato ad utilizzare massivamente il computer per la propria preparazione. Su quest'ultimo punto di vista, venendo a Magic, non posso che raccomandare un massiccio uso di programmi per test online, (es. Cockatrice) e di analizzare con particolare attenzione i replay delle partite: sono una miniera di informazioni sul proprio ed altrui stile di gioco e per il prendere coscienza di errori di gioco che magari erano in un primo momento sfuggiti.


La vita è lotta
Emanuel Lasker
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Ultima modifica di Der_Wolf il mar 18 dic 2012, 6:44, modificato 19 volte in totale.
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Beer or Warning

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Articolo nuovo, buona discussione.


"Il 26/11/2014 mi nasce una cucciolata di rottweiler, se interessati mandatemi un pm, ciao."
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Legendary Creature

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Volevo essere il primo a farti i complimenti per questo articolo zak, personalmente lo trovo grandioso :-D

Molto interessante l'approccio al gioco e all'avversario :-)


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Il Leggendario ha scritto:
LEGGENDARIOOOOOOOOOOOOOOOOO
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molto molto illuminante Zak...offre delle bellissime riflessioni questo articolo


Deep Impact Zoo Style!
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complimentoni zak! mi è piaciuto molto questo articolo, molto interessante da leggere e che da anche notevoli consigli per migliorare/impostare il proprio stile di gioco, davvero bello.


un piccolo aneddoto su kasparov-karpov:

Durante il Campionato del Mondo, iniziato nel settembre del 1984 a Mosca, inizialmente Karpov la fa da padrone, con le sue 5 vittorie contro nessuna di Kasparov, anche se entrambi dimostrano un'ottima abilità. L'irruenza di Kasparov trova una degna avversaria nella forte e solida difesa di Karpov, e sembra non trovare scampo.

Quando però a Karpov manca solo una partita per vincere, il suo avversario cambia strategia, puntando tutto sulla patta: i due arrivano ad un totale di 30 partite, in tre mesi, senza che Karpov riesca a vincere quell'unica che gli servirebbe per riconfermarsi campione. La tensione psicologica consente a Kasparov di vincere la 32ª partita e, dopo una estenuante serie di 14 patte, anche la 47ª e la 48ª, giungendo così ad un risultato di 5 a 3 per Karpov.

Ma il 25 febbraio 1985, dopo cinque mesi di gioco, Florencio Campomanes, presidente della FIDE, annulla l'incontro per l'eccessiva durata: la decisione scontenta sia Karpov che non ha la possibilità di vincere quell'ultima partita, sia Kasparov che vede sfumare la propria rimonta.

traduzione: se non riesci a vincere, allora pattale tutte!! :-D :-D :-D (bella catta :-p )


Morgothian ha scritto:

A vedere il culo di questa gente PaXXu in confronto sembra Soldan.

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Bellissimo articolo.
Molte molte grazie!
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Punctilious Titan

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Articolo davvero interessante e ben scritto, anche per chi (come me) agli scacchi si è fermato all'arrocco. Complimenti.


"The awestruck birds gazed at Wonder. Slowly, timidly, they rose into the air."

Memories of the Time ha scritto:
Non potevano sputare dentro ai pacchetti invece di mettere questa rara? ^^
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Bellissimo parallelo scacchi-magic.
Mi fa strano pensare che Fisher, forse il migliore, fosse cosi' folle.
E' un sacrificio comune a pochi, quello di immolare la propia esistenza per un unico fine. Ammirevole.
Il fatto di avere le idee chiare sui traguardi da raggiungere e su cosa investire per raggiungerli, in termine di tempo, denaro e volonta', e' una dote di ponderazione a mio avviso strepitosa.
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pacoso90 ha scritto:
traduzione: se non riesci a vincere, allora pattale tutte!! :-D :-D :-D (bella catta :-p )

mi sembra davvero una merda da dire e tramandare agli altri.
Comportamento antisportivo che rovina e basta il gioco
(vedi nuove regole orribili delle miss triggered)


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Articolo bellissimo e che mi ha donato moltissimi spunti riutilizzabili in Magic. Credo di aver rivisto il mio approccio al gioco in un paio di "stili" di questi campioni e credo che ciascuno di noi abbia avuto lo stesso sentore.
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Legendary Creature

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Uno degli articoli più belli di sempre. Ho apprezzato davvero tantissimo!

Ho giocato a scacchi fino a 5 anni fa, ero uno dei migliori della mia scuola, ho fatto i campionati regionali da capitano della squadra del liceo, ma purtroppo non ci qualificammo. Poi mi son trasferito e ho smesso :-p

Però sono sempre stato molto interessato alla storia di questo fantastico gioco, dove conta solo la bravura e la tenuta mentale e psicologica del giocatore (niente fattore C insomma). Non nascondo che aver giocato a scacchi possa aver migliorato il mio approccio a Magic :-)

Stupendi gli aneddoti sulla vita dei campioni. Abbiamo davvero tanto da imparare da loro, sia come giocatori di scacchi, sia come giocatori di Magic, sia come uomini ;-*

Grazie per questa perla!


lillinux ha scritto:
chiunque pensi che miracle non vada ridimensionato o non ama il gioco o è il più forte giocatore di miracle della sua zona.
maverick3 ha scritto:
cos'ha di poco sobrio bazaar?

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grazie
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Magic's Godfather

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Grande Zak... ma... e Nimzowitsch??!?!?! :-? :-? :-?


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è ovvio che in magic non si puo fare
era per trollare un po
:-D


dato che negli scacchi è successa sta cosa, immaginati come era frustrato il tipo che sul 5-0 non riusciva a vincerne una in 5 mesi per vincere
, e anzi, rischiava anche di perdere alla lunga

:-)


Morgothian ha scritto:

A vedere il culo di questa gente PaXXu in confronto sembra Soldan.

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Lich Overlord

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Beh la storia di pattare se non si può vincere non deve necessariamente essere vista in ottica negativa (es: slow playing).

Ricordo in un report un giocatore che giocava controllo (old style: bollone con morphling come principale win condition), che dopo la prima partita vinta andata alla lunghissima, nella seconda sidò out TUTTE le win condition.

Ragione presto detta:

- se perdeva la seconda, anche rapidamente, non avrebbe comunque mai avuto il tempo di giocare una terza e avere il tempo per vincerla

- lo scopo era quindi massimizzare la probabilità di NON perdere la seconda

- siccome il poco tempo rimasto rendeva molto difficile riuscire comunque a vincere la seconda (vista la lentezza del mazzo), la strategia principale non era più tanto vincere o non perdere, ma semplicemente non perdere... per cui le win condition erano carte inutili che non aiutavano la strategia che si voleva seguire.


La parte più comica fu che nella seconda partita il giocatore del bollone riuscì ad entrare in controllo, e anche se mancava ancora un po', l'avversario concesse.. quando in pratica in realtà non aveva modo di perdere, visto che in realtà il mazzo avversario non aveva win condition per chiudere la partita!


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